Dopo la tragica scomparsa di Abanuf Youssef, la comunità dell’Istituto Scolastico Einaudi-Chiodo ha affrontato giorni di grande dolore e commozione. il Dirigente Scolastico, Gessica Caniparoli, ha raccontato come la scuola abbia lavorato per sostenere studenti e docenti in questo momento delicato “Non è finito il periodo di lutto, neanche per noi, come per la famiglia, neanche per me. Chiaramente per la scuola, il primo obiettivo è stato quello di proteggere tutta la comunità scolastica”.
Sulla disponibilità dello sportello psicologico, Caniparoli ha spiegato: “I ragazzi hanno riconosciuto questo appoggio da subito. Alcuni studenti si sono aperti e le loro fragilità sono emerse. È stato un vaso che si è aperto da lì in poi, quindi lavoriamo sulle singole fragilità, con impegno, con tanto tanto lavoro, però con una sinergia importante. Ci sostengono tutte le istituzioni dal punto di vista concreto, non solo a parole”.
La dirigente ha sottolineato come la ricomposizione dei legami tra studenti e scuola sia stata immediata: “Dopo il tragico evento c’è stata una frattura tra scuola e studenti, anche per l’emotività enorme legato a quanto accaduto. Devo dire la verità, gli studenti più critici sono venuti in presidenza a piangere dopo pochi giorni. Ci siamo abbracciati, abbiamo pianto insieme, con alcuni professori, ragazzi e me. La frattura iniziale è stata guidata dal dolore”.
Sulla possibile responsabilità della scuola, Caniparoli ha precisato: “Non sono io a doverlo dire. Ho rispetto delle istituzioni, quindi lascio che siano gli organi deputati a dirlo”.
Per quanto riguarda eventuali segnali di disagio di Zouhair Atif, ha spiegato: “Sono alla Spezia dal primo settembre, quindi ho una visione relativa solo a questo periodo. Posso dirvi quello che è documentale agli atti. La nota peggiore recita che il ragazzo non portava il materiale necessario a scuola. Non vado oltre, lascio fare il lavoro a chi di competenza”.
Riguardo agli episodi di attrito tra Atif e Aba riferiti a situazioni fuori dalla scuola, Caniparoli ha chiarito: “Lascio parlare chi quel giorno era presente, quindi se volete sentire i ragazzi o chi altro ci fosse stato. La scuola non ha agli atti nulla essendo fatti accaduti all’esterno”.
Sulla sperimentazione dei metal detector, la Dirigente ha spiegato: “È andata molto tranquillamente. Ovviamente l’ho richiesta come periodo precauzionale, non che nella scuola ci siano gravi pericoli, però dopo quello che è successo le sensibilità si erano molto risentite, erano state messe a dura prova, quindi l’ho ritenuto prudenziale. I controlli sono avvenuti con rapidità, con molto senso di responsabilità e di dovere da parte di chi li ha condotti. Non hanno minimamente ridotto il tempo scolastico, in quanto i ragazzi sono defluiti tranquillamente e con grande sensibilità e senso di responsabilità”.
Caniparoli ha precisato: “La sperimentazione con i metal detector è stata fatta in questo periodo, adesso decideremo insieme alle istituzioni se proseguire o meno”.







