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Rifondazione: solidarietà al Pci: "le idee comuniste fanno ancora paura"

L’atto contro la sede di Santo Stefano non è una bravata ma un’intimidazione politica

Quanto successo stanotte davanti al sede del Pci di Santo Stefano di Magra non è "una semplice bravata propagandistica, ma un gesto deliberatamente politico che richiama parole d'ordine razziste e xenofobe e che rappresenta un tentativo di intimidazione nei confronti di chi difende i valori dell'antifascismo e dell'uguaglianza sanciti dalla Costituzione. È quanto dichiarano in una nota Luca Marchi ed Eva Battistini, rispettivamente segretario provinciale di Rifondazione Comunista e Consigliera Comunale santostefanese di Rifondazione Comunista.

La proposta di legge sulla remigrazione è il modo con cui i fascisti riparlano di deportazione. Vogliono impaurire e togliere voce e diritti ai lavoratori e lavoratrici migranti, per continuare a sfruttarli. Vogliono creare il nemico, aizzare la guerra tra poveri, aggiungono gli esponenti di Rifondazione Comunista.

Esprimiamo la nostra solidarietà alle compagne e ai compagni del Pci, chi sostiene il nazionalismo è sempre stato dalla parte dei padroni. Noi ci troverete sempre dalla parte di chi è sfruttato, senza guardare all'etnia o alla provenienza. Dividere la classe lavoratrice è il modo più efficace per indebolirla e difendere gli interessi di chi detiene il potere economico.

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