Le reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza, giovedì 26 febbraio, dalle ore 14:00 alle ore 14:30 circa terranno un flash mob di operatori sanitari, cittadini e associazioni, di fronte all’ingresso principale dell’Ospedale Sant’Andrea della Spezia. L’obiettivo di questa nuova mobilitazione che coinvolgerà circa 60 ospedali italiani, è quello di far conoscere le ragioni di una petizione promossa da sedici soggetti, tra cui le reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza, la Federazione Nazionale Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO) e diverse società scientifiche.
La petizione, che in pochissimi giorni ha già superato le seimila firme, è rivolta al governo italiano e ai decisori Europei (Commissione e Parlamento) per fare pressione presso il governo israeliano in merito alle nuove regole imposte dal 1° marzo alle ONG per continuare ad operare a Gaza e in Cisgiordania (https://www.digiunogaza.it/no-liste-no-bersagli-firma-la-petizione-contro-il-bando-di-israele-alle-ong/).
A partire dal 28 febbraio – rimarcano gli organizzatori del flash mob – 37 ONG, tra cui Medici Senza Frontiere e Oxfam, saranno obbligate a lasciare Gaza e la Cisgiordania dopo il rifiuto di consegnare i nominativi dei loro collaboratori palestinesi, richiesta giudicata inaccettabile e senza precedenti. Le ragioni del rifiuto delle ONG di fornire al governo di Israele liste di operatori locali, risiedono nel rischio di esporli ad arresti illegali o addirittura tortura. Un rischio ben documentato anche da un dettagliato rapporto pubblicato da un'associazione di medici israeliani impegnata nei diritti umani (https://epiprev.it/attualita/condizioni-di-detenzione-dei-prigionieri-palestinesi-i-dati-di-physicians-for-human-rights-israel ).
Le reti #DigiunoGaza e Sanitari per Gaza invitano tutte e tutti a partecipare al flash mob del 26 febbraio e a firmare la petizione #NoListeNoBersagli.
Sarà- una mobilitazione pacifica e apartitica con gli unici obiettivi di rifiutare ogni forma di “schedatura” del personale umanitario e di trasformare i sanitari in “bersagli”, difendere l’autonomia professionale e riaffermare il rispetto del diritto internazionale. La protezione del personale sanitario non è una questione politica, ma un principio deontologico e giuridico fondamentale sancito dalle Convenzioni di Ginevra Inoltre - fanno sapere i promotori - è sempre attiva la raccolta fondi online a favore di Emergency per la clinica ad Al-Qarara Emergency che ha già raggiunto 56.000 euro, l’obiettivo è ambizioso, raccogliere 150 mila euro, ma tutti insieme possiamo farcela.
Tutte le informazioni sul flash mob e sulle altre iniziative della rete #DigiunoGaza sono sul sito https://www.digiunogaza.it/







