La Spezia rinnova il proprio impegno contro lo sfruttamento lavorativo nel settore della nautica da diporto. Questa mattina, a Palazzo del Governo, è stato sottoscritto il nuovo Protocollo d’intesa per il contrasto a fenomeni di sfruttamento lavorativo e intermediazione illecita di manodopera nel settore della nautica da diporto, un documento che aggiorna e potenzia l’accordo siglato nel luglio 2021. Il Protocollo «rafforza la formazione dei lavoratori stranieri in tema di diritti e doveri nei rapporti di lavoro».
Il dott. Roberto Pullara, Capo di Gabinetto della Prefettura, ha definito il rinnovo «un momento importante per la città e per la Prefettura», sottolineando come il documento rappresenti un miglioramento del precedente e un modello osservato anche da altre realtà italiane. L’obiettivo resta chiaro: promuovere una cultura della legalità attraverso strumenti di prevenzione, controllo e formazione.
Il percorso di revisione è stato avviato su richiesta delle organizzazioni sindacali e di Confindustria, che hanno proposto modifiche e integrazioni poi condivise da tutti i firmatari. «Dopo alcune sedute di lavoro siamo giunti a un testo condiviso da tutti», ha ricordato il dott. Andrea Cantadori, prefetto della Spezia, evidenziando la capacità del territorio di lavorare in sinergia.
Per Alessandro Laghezza, presidente di Confindustria La Spezia, il rinnovo del Protocollo rappresenta un impegno concreto verso imprese e lavoratori. La nautica spezzina, tra le più rilevanti a livello nazionale, impiega manodopera altamente specializzata e un numero crescente di lavoratori stranieri. La formazione e l’informazione sono considerate leve strategiche per garantire qualità del lavoro, sicurezza e integrazione. Tra le buone pratiche già avviate, sono stati ricordati gli sportelli di mediazione culturale nei grandi cantieri, nati nel 2021 e oggi pienamente operativi.
CGIL, CISL e UIL hanno ribadito il valore del Protocollo, definito «una pietra miliare» per la provincia e un esempio anche per altri territori. Il settore nautico, in forte espansione, richiede un impegno costante per garantire condizioni di lavoro dignitose, sicurezza e conoscenza dei diritti, soprattutto per i lavoratori stranieri che rappresentano una parte significativa della filiera. I sindacati hanno evidenziato la necessità di continuare a lavorare sulle differenze tra lavoratori diretti e dell’indotto, dove persistono criticità legate a sicurezza e condizioni contrattuali.
ASL5 ha definito il Protocollo una buona pratica da esportare, sottolineando l’importanza della formazione in materia di salute e sicurezza e la necessità di investire nel superamento delle barriere linguistiche, elemento cruciale per prevenire incidenti e garantire una reale integrazione.
Il Prefetto ha, inoltre, ricordato come La Spezia si distingua per la capacità di mettere allo stesso tavolo istituzioni, imprese, sindacati e autorità di controllo, creando una rete stabile e collaborativa. Una rete che, negli anni, ha permesso di trasformare gli impegni in azioni concrete, come confermato anche dall’invito ufficiale: il Protocollo «prosegue l’opera di prevenzione e contrasto del fenomeno dello sfruttamento lavorativo e del caporalato».
La nautica da diporto rappresenta uno dei pilastri dell’economia spezzina, con un indotto in crescita e un ruolo sempre più centrale nel panorama nazionale. Il nuovo Protocollo rafforza gli strumenti di tutela, controllo e formazione, ponendo al centro la persona e la qualità del lavoro. La firma di oggi segna un ulteriore passo avanti in un percorso condiviso, che il territorio intende portare avanti con determinazione, consapevole che la competitività passa anche dalla legalità, dalla sicurezza e dall’inclusione.







