Abbiamo appreso dalla stampa locale che verrà costruito nello specchio acqueo antistante punta San Bartolomeo, sul lato orientale del golfo della Spezia, un pontile di ben 500 metri di lunghezza da adibirsi all'attracco di petroliere fino ad 80.000 tsl. per lo scarico di carburanti avio destinati alle basi Nato tramite l'esistente oleodotto.
Il pontile sostituirà l'attuale terminal galleggiante in stato di obsolescenza. Si darà dunque il via all'occupazione di un’altra porzione dello specchio acqueo del golfo, ad un nuovo consumo di mare e di fondale.
“Italia Nostra” si chiede se si possano elaborare soluzioni alternative meno impattanti rispetto a quella prescelta, che al contempo garantiscano analoghe sicurezze per l'ambiente in caso di incidenti e di conseguenti fuoriuscite di idrocarburi.
Stupisce altresì il silenzio generale degli Enti pubblici coinvolti: dall'Aeronautica militare all'Autorità di sistema portuale fino al Comune della Spezia, durante l'iter approvativo che ha messo, ancora una volta, i cittadini di fronte al fatto compiuto.
L'ennesimo sfregio al già martoriato e scempiato versante orientale del golfo. Ci chiediamo - con "timore e tremore" - che cosa potrà riservare il futuro a questo golfo, sempre più malamente antropizzato.







