fbpx

Accedi al tuo account

Nome utente*
Password *
Ricordami

Relazioni, emozioni e sicurezza emotiva: al Teatro Civico i ragazzi del Liceo Mazzini incontrano la psicoterapeuta Sara Ferraris In evidenza

di Francesca Tarantino - L’incontro rientra nell'iniziativa “Ne parliamo?”, promossa nelle scuole spezzine per affrontare traumi collettivi, educazione affettiva e dinamiche relazionali tra adolescenti.

Un confronto aperto, intenso e partecipato: così si è presentato l’incontro tra la psicoterapeuta Sara Ferraris e le classi del Liceo Mazzini, all’interno del ciclo di appuntamenti “Ne parliamo?”, realizzato da Futuro Aperto, patrocinato dal Comune della Spezia e cofinanziato da Fondazione Carispezia, promosso nelle scuole della provincia dopo i recenti fatti di cronaca che hanno profondamente colpito la comunità scolastica spezzina. Ferraris ha spiegato come iniziative di questo tipo siano fondamentali per “dare una cornice di senso ad accadimenti e atteggiamenti che, di per sé, un senso non ce l’hanno”.

Secondo la psicoterapeuta, offrire ai ragazzi uno spazio protetto in cui esprimere emozioni, paure e vissuti legati a eventi traumatici permette l’avvio di un processo di elaborazione individuale e collettiva. Un passaggio essenziale per affrontare quello che definisce “trauma collettivo”, ovvero un impatto emotivo che non colpisce solo chi è direttamente coinvolto, ma un’intera comunità.

Ferraris ha riconosciuto la sensibilità dimostrata dal corpo docente del Mazzini, capace di mettere al centro il benessere emotivo degli studenti: “Gli insegnanti sono stati molto attenti nel dare ai ragazzi la possibilità di vivere un’occasione differente rispetto alla didattica tradizionale”. Allo stesso tempo, ha sottolineato come spesso i docenti si trovino soli nel gestire temi così complessi, stretti tra programmi da completare e vincoli organizzativi. Da qui l’importanza di creare momenti strutturati di ascolto e confronto, che vadano oltre le materie curricolari e favoriscano una crescita emotiva consapevole.

Uno dei temi emersi con più forza durante l’incontro è stato quello delle relazioni tossiche, già presenti — e spesso sottovalutate — tra adolescenti molto giovani. Ferraris ha spiegato come il primo passo sia imparare a distinguere una relazione sana da una dinamica patologica: “Una relazione diventa tossica quando l’altro limita la libertà, esercita possesso, isola dalle relazioni primarie e secondarie”. L’isolamento, ha aggiunto, è uno dei segnali più evidenti: la vittima si ritrova sempre più sola e dipendente da chi esercita controllo, in un meccanismo che può diventare predatorio. La discussione su questo tema non è stata imposta dall’alto: “Ho messo un pezzo di stimolazione, ma sono stati i ragazzi a rispondere, mostrando un bisogno profondo di esprimersi” ha raccontato la psicoterapeuta.

Dalle testimonianze degli studenti è emersa con chiarezza la necessità di parlare di affettività, intimità, rispetto e confini. Ferraris ha ribadito come l’educazione affettiva — insieme a quella sessuale — sia un tassello imprescindibile per la crescita: “C’è un grandissimo bisogno di educazione affettiva, e bisogna farlo dalla tenerissima età”. In un contesto in cui i ragazzi sono iperconnessi, esposti a contenuti di ogni tipo ma spesso privi di adulti con cui elaborarli, la scuola diventa un luogo privilegiato per affrontare temi che in molte famiglie restano tabù. “Togliere questa possibilità significa lasciare soli i ragazzi”, ha avvertito Ferraris.

All’incontro era presente anche Patrizia La Rocca, docente del Liceo Mazzini, che ha sottolineato come l’istituto lavori da tempo su progetti legati al benessere e alla prevenzione, anche grazie alla presenza di materie come psicologia e pedagogia. La Rocca ha ricordato l’impegno del Mazzini nel progetto “Adolescenti in Rete” e il ruolo dei tutor interni: “I più grandi insegnano ai più piccoli”. La risposta degli studenti all’incontro è stata entusiasta: “Erano felicissimi, così come le famiglie e i colleghi che li hanno accompagnati” ha raccontato La Rocca, evidenziando come la sinergia tra scuola, genitori e ragazzi sia un valore aggiunto non scontato.

La Rocca ha definito la mattinata “un momento di inclusione fortissima”, in cui tutti — studenti, docenti e professionisti — hanno lavorato insieme per un obiettivo comune: creare uno spazio sicuro di ascolto. “Abbiamo bisogno di ascolto”, ha ribadito, confermando l’intenzione di proseguire il dialogo anche in futuro, magari con nuovi incontri e momenti di restituzione.

Dalle parole di Ferraris emerge un appello chiaro alle istituzioni, agli adulti e alla comunità educante: essere presenti, disponibili, capaci di offrire ai giovani luoghi sicuri in cui costruire un’identità sana e relazioni rispettose. Perché, come ha ricordato la psicoterapeuta, “i ragazzi hanno dimostrato di avere un enorme bisogno di parlare e di essere ascoltati”.

È GRATIS! Compila il form per ricevere via e-mail la nostra rassegna stampa.

Partecipa ai sondaggi della Gazzetta della Spezia: clicca qui.

Gazzetta della Spezia & Provincia non riceve finanziamenti pubblici, aiutaci a migliorare il nostro servizio con una piccola donazione. GRAZIE

Vota questo articolo
(0 Voti)
Gazzetta della Spezia

Redazione Gazzetta della Spezia
Via Fontevivo, 19F - 19123 La Spezia

Tel. 0187980450
Email: redazione@gazzettadellaspezia.it

www.gazzettadellaspezia.it

Articoli correlati (da tag)

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

 
 
Studio Legale Dallara