Ha preso avvio questa mattina da Follo, in provincia della Spezia, il progetto didattico “Un fiume per amico”, ideato e promosso dall’Autorità di bacino dell’Appennino Settentrionale e portato nelle scuole liguri grazie alla collaborazione avviata nel corso del 2025 con l’Ufficio Regionale Scolastico della Liguria, che sin da subito ha creduto nella bontà del progetto.
Un fiume per amico è un progetto educativo rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado, per promuovere “a misura di bambino e ragazzo” la conoscenza dei fiumi e le azioni di gestione e salvaguardia ambientale messe in campo sul territorio distrettuale dell’Appennino Settentrionale, un territorio vasto che spazia da Ventimiglia a Grosseto e che presenta numerose criticità sul piano del rischio idrogeologico.
Sedici edizioni dal 2010: oltre 300 scuole, 460 classi e più di 9.200 alunni coinvolti. Sono questi i numeri del progetto, che finora ha interessato gli studenti fiorentini e lucchesi, ma che dal 2026 riguarda anche quelli liguri.
Oltre all’Istituto comprensivo “Salvo D’Acquisto” di Follo, che partecipa con tre classi, hanno aderito al progetto due classi della scuola primaria di Calice Ligure e una secondaria di primo grado di Finale Ligure, in provincia di Savona, nelle quali “Un fiume per amico” arriverà il prossimo 18 febbraio; l’Istituto comprensivo Littardi di Caramagna, in provincia di Imperia, in programma il prossimo 26 febbraio; e l’Istituto comprensivo Della Torre a Chiavari, in provincia di Genova, che chiuderà nella giornata del 23 marzo la fase dei primi incontri dei tecnici dell’Autorità con i ragazzi.
Il progetto, totalmente gratuito per le scuole, prevede un primo incontro in classe, attività di laboratorio e un’uscita sul fiume che si terrà nel mese di maggio e che vedrà la collaborazione diretta a fianco dell’Autorità di bacino del Consorzio di bonifica Canale Lunense, dell’Ordine dei geologi della Liguria e di altre associazioni presenti sul territorio.
«Crediamo molto nella formazione dei ragazzi e in una scuola aperta e sensibile ai temi della prevenzione dai rischi naturali, come alluvioni e frane» – afferma Gaia Checcucci, Segretario generale dell’Autorità di bacino dell’Appennino Settentrionale – «Si tratta di temi di estrema rilevanza e attualità e il territorio distrettuale da me diretto, che comprende Liguria e Toscana, è un territorio fragilissimo dal punto di vista idrogeologico. Per questo abbiamo ritenuto fondamentale estendere il progetto anche alle scuole liguri. Si tratta di una sperimentazione che, con un po’ di sacrificio dal punto di vista logistico per la lontananza dalla sede ma con tanta voglia di stringere nuove alleanze con i ragazzi, potrà essere replicata ed estesa nei prossimi anni scolastici. L’esperienza con le classi ha, infatti, dimostrato che le nuove generazioni sono assai sensibili a questi temi, si entusiasmano a parlare del fiume e dei suoi abitanti ma sono, altresì, consapevoli dell’importanza di rispettarlo e dei comportamenti corretti da tenere di fronte al rischio di un’alluvione e/o di una frana».







