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Un evento per non dimenticare: le opere di Sauro Cavallini in mostra nel Palazzo Civico della Spezia In evidenza

di Mattia Andreoli - Teo Cavallini porta alla Spezia le opere del defunto padre, internato nel 1943.

In vista della Giornata della Memoria, La Spezia ospita una mostra dal forte valore simbolico e umano. Le opere di Cavallini, artista spezzino internato nel 1943, tornano in città grazie al figlio Teo Cavallini, in un’iniziativa voluta dall’amministrazione comunale per unire arte, memoria storica e riflessione sui valori di libertà e rispetto della persona.
L’esposizione, allestita negli spazi del Palazzo Civico, rientra nel calendario delle celebrazioni ufficiali promosse dal Comune e resterà aperta al pubblico fino al 27 febbraio. Attraverso la tecnica espressiva della “goccia su goccia”, le opere trasformano l’esperienza dell’internamento in una testimonianza artistica e civile, capace di parlare alle nuove generazioni.

Il sindaco Pierluigi Peracchini ha aperto gli interventi sottolineando come la mostra rappresenti un’occasione per ricordare uno spezzino a distanza di anni dalla scomparsa e valorizzare il lavoro di Teo.
“Abbiamo voluto arricchire la Giornata della Memoria con una mostra particolare, che ricorda uno spezzino a distanza di anni dalla scomparsa. Grazie al lavoro del figlio Teo, le opere del padre tornano alla città come testimonianza perenne di chi ha sofferto le atrocità della storia. Un messaggio in difesa della libertà e del rispetto della persona, espresso anche attraverso la significativa tecnica della “goccia su goccia”. Ringrazio Teo Cavallini per il coraggio e l’impegno nel portare avanti questo lavoro.”

A seguire, il presidente del consiglio comunale Salvatore Piscopo ha evidenziato il valore educativo e civile della mostra, parlando dell’importanza della memoria storica e del messaggio di pace lasciato dall’artista.
“Questa mostra parla di arte ma soprattutto di memoria e responsabilità. Prima ancora che artista, Cavallini è stato un uomo che ha conosciuto le brutalità della storia, lasciando un messaggio non di odio ma di pace e rispetto. L’esposizione si inserisce nelle iniziative per la Giornata della Memoria, che comprenderanno anche un consiglio comunale straordinario con il coinvolgimento degli studenti. Senza memoria non può esserci cura.”

Infine, Teo Cavallini ha raccontato il percorso artistico e umano del padre, spiegando il significato delle opere e l’impegno nel portarle in giro per le scuole italiane.
“L’obiettivo è mantenere viva la memoria. Mio padre, spezzino trasferitosi a Firenze, ha trasformato un anno di internamento in opere molto dolorose, realizzate con materiali trovati negli sfascia carrozze e con la tecnica “goccia su goccia”. Riportare queste opere alla Spezia ha per me un valore speciale. Non le vendiamo: le portiamo nelle scuole e le facciamo toccare ai ragazzi, perché possano comprendere la durezza dei materiali e il messaggio che mio padre voleva lasciare.”


Crediti
Titolo: "Sauro Cavallini. L'opera di un internato"
Periodo di apertura: 23 gennaio – 27 febbraio 2026
Percorso espositivo: Atrio del Palazzo Civico → corridoio del primo piano fronte Sala Consiliare
Ingresso: libero
A cura di: Centro Studi Cavallini – Direzione artistica: Maria Anna Di Pede
Collaborazioni: Sixteen Art & More, Fondazione Fossoli, Museo della Deportazione di Prato
Patrocini: Provincia della Spezia, ANED La Spezia

Contatti:
Centro Studi Cavallini
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www.saurocavallini.com

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