Il futuro dell'agricoltura prende forma tra i banchi e tra le colture del corso agrario dell'Istituto Parentucelli-Arzelà di Sarzana, dove una serra idroponica all'avanguardia diventa uno spazio di sperimentazione e di crescita professionale.
Qui la didattica esce dall'aula e diventa lavoro sul campo, permettendo agli studenti di usare tecnologie innovative e di fare esperienza diretta, con competenze utili sia per il proseguimento degli studi sia per l'ingresso nel mondo del lavoro agricolo.
«La coltivazione idroponica si inserisce pienamente tra i modelli di agricoltura sostenibile verso cui il mondo produttivo si sta orientando con crescente convinzione. L'attenzione al risparmio idrico, al controllo delle risorse e all'efficienza produttiva rende queste tecniche sempre più strategiche in un contesto segnato dai cambiamenti climatici e dalla necessità di garantire produzioni di qualità nel rispetto dell'ambiente», afferma il docente di laboratorio Davide Bongiorno.
«Nel lavoro quotidiano in serra, gli studenti approfondiscono temi centrali per la formazione di un futuro tecnico agrario: dalla nutrizione minerale delle piante alla qualità e gestione dell'acqua, dal ruolo della fotosintesi fino alle scelte operative e gestionali che caratterizzano un moderno impianto di coltivazione. Un percorso che stimola autonomia, capacità di osservazione e responsabilità decisionale», osserva il docente di agraria Massimo Caleo.
All'interno della serra sono utilizzati due sistemi di coltivazione idroponica. Con il metodo FNT, le radici delle piante vengono continuamente bagnate da un sottile flusso di acqua arricchita di sostanze nutritive. Con il sistema RDWC, invece, le radici restano immerse in acqua ossigenata che viene fatta circolare di continuo, così da garantire alle piante condizioni sempre controllate e stabili.
L'utilizzo di entrambe le tecnologie consente agli studenti della scuola diretta da Generoso Cardinale di confrontare approcci diversi, comprenderne vantaggi e criticità e acquisire una visione completa delle potenzialità offerte dall'idroponica. La serra diventa così un ponte concreto tra scuola, innovazione e futuro professionale, formando figure preparate ad affrontare le sfide dell'agricoltura contemporanea.
«La didattica in serra idroponica si inserisce tra le altre cose nel nuovo percorso 4+2, che consente di conseguire la maturità in quattro anni», spiega il vicepreside Riccardo Simonelli. «Concluso il quadriennio, gli studenti possono scegliere se proseguire con due anni di qualificazione professionale per l'ingresso in azienda oppure accedere all'università».







