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Seconda tratta del ponte di Ceparana: firmata la convenzione tra Regione Liguria, Provincia della Spezia e Concessioni del Tirreno In evidenza

di Anna Mori - Oltre 34,6 milioni per completare l’opera. L’intervento, riconosciuto strategico dal Mit, collegherà il nuovo ponte sul Magra alla viabilità locale e al casello autostradale di Ceparana, definitivo da febbraio 2026.

Un investimento complessivo da 34.694.977,62 euro per completare una delle infrastrutture più importanti e attese dello Spezzino. È stata firmata oggi, 19 dicembre 2025, la convenzione tra Regione Liguria, Provincia della Spezia e Concessioni del Tirreno Spa per la realizzazione della seconda tratta del ponte di Ceparana, dedicata all’interconnessione con la viabilità locale in funzione del casello autostradale di Ceparana, che diventerà definitivo ed operativo con tutti i sistemi di pagamento entro la fine di febbraio 2026.

L’opera è stata inserita nell’allegato L della concessione autostradale ed è stata riconosciuta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti come intervento strategico, sancendo formalmente un percorso infrastrutturale avviato negli anni scorsi e accelerato dopo l’emergenza legata al crollo del ponte di Albiano.

Ad aprire la conferenza stampa è stato il presidente della Provincia della Spezia Pierluigi Peracchini, che ha definito la giornata “importante e storica” per il territorio. Peracchini ha ricordato che il primo lotto, finanziato dalla Provincia, ovvero il ponte tra Ceparana e Santo Stefano Magra, tra poche settimane, sarà inaugurato e aperto al traffico. Un’opera pensata per dare risposte concrete alla Val di Vara e alla Val di Magra, non solo in termini di mobilità ma anche di sviluppo economico.

Il presidente della Provincia ha sottolineato come l’infrastruttura sia fondamentale per le attività produttive, per le imprese già insediate e per quelle che potranno investire in futuro, oltre che per i cittadini che vivono nell’area. Un progetto che ha richiesto tempo, risorse e determinazione e che ha dovuto affrontare anche l’aumento esponenziale dei costi dei materiali.

Peracchini ha ribadito che non era sufficiente realizzare solo il ponte: era indispensabile completare i collegamenti verso la rotatoria di Ceparana e verso il raccordo autostradale, per dare senso compiuto all’opera. Da qui l’importanza del finanziamento odierno, che consente per la prima volta di avere una previsione certa sia delle risorse sia della realizzazione dell’intera infrastruttura in tempi relativamente rapidi. Un risultato ottenuto grazie al lavoro congiunto con il viceministro Edoardo Rixi e con Concessioni del Tirreno.

I tempi di costruzione dei due tratti viari previsti dal secondo lotto richiederanno rispettivamente 54 mesi per il tratto che collegherà il ponte sul Magra (Lotto 1) alla rotatoria di Ceparana, e 60 mesi per il tratto che collegherà il Lotto 1 alla zona industriale di Santo Stefano Magra.

Sul ruolo della concessionaria è intervenuto anche l’amministratore delegato Bernardo Magrì, che ha parlato di una visione nuova del rapporto tra autostrada e territorio. Un’infrastruttura che, se da un lato può generare disagi quando si verificano criticità, dall’altro rappresenta una risorsa economica e sociale fondamentale. La sinergia tra istituzioni, concessionario e territorio, ha spiegato, sta producendo risultati concreti e misurabili.

Il quadro tecnico dell’intervento è stato illustrato dal direttore tecnico di Concessioni del Tirreno Maurizio Deiana, che ha spiegato come l’opera sia nata da un’idea della Regione Liguria per risolvere un deficit infrastrutturale cronico nell’area di confluenza dei fiumi Vara e Magra. Il nuovo ponte, già realizzato, esprime il suo massimo potenziale solo se collegato a un sistema viario adeguato e a un’area a forte vocazione logistica.

La seconda tratta consentirà una viabilità veloce di trasferimento tra la rotatoria di Ceparana e il raccordo autostradale, unendo in modo efficiente le due sponde del fiume e migliorando l’accessibilità complessiva dell’area. Il costo complessivo dell’opera, pari a 34,7 milioni di euro, sarà coperto da risorse accantonate attraverso i pedaggi, nell’ambito della concessione A12.

L’assessore regionale alle Infrastrutture Giacomo Raul Giampedrone ha definito la firma della convenzione una “giornata storica”, ricordando il percorso avviato negli anni per rendere più trasparenti e aderenti alle esigenze del territorio le concessioni autostradali. La concessione, che unisce A10 e A12, prevede ogni anno risorse dedicate non solo a opere compensative, ma a interventi di adduzione e miglioramento reale della viabilità locale.

Giampedrone ha rivendicato la scelta, fatta quando il primo lotto non era ancora concluso, di chiedere al ministero il finanziamento anche della seconda tratta: una decisione di lungimiranza che oggi consente di parlare di un balzo infrastrutturale di almeno cinquant’anni per la Val di Magra e la Val di Vara. Fondamentale, in questo percorso, la collaborazione con i Comuni interessati – Follo, Calice, Vezzano Ligure, Santo Stefano Magra e Bolano – e il ruolo del casello di Ceparana, nato come soluzione emergenziale e ora destinato a diventare definitivo.

Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha sottolineato come questo intervento rappresenti un punto di partenza e non di arrivo. Ora, ha detto, “ci si rimbocca le maniche” per trasformare la visione in cantieri e opere concrete. Infrastrutture, sanità e lavoro restano i pilastri dell’azione regionale, con l’obiettivo di generare ricadute occupazionali ed economiche durature.

Bucci ha ribadito che ogni euro pubblico investito deve diventare un moltiplicatore di investimenti privati, creando valore aggiunto per il territorio. Collegare il ponte alle principali vie di comunicazione renderà l’area più attrattiva per chi vive, lavora e vuole investire, migliorando al tempo stesso la qualità della vita.

A chiudere gli interventi è stato il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi, che ha spiegato il nuovo modello di concessione adottato: una concessione di lungo periodo che accantona ogni anno un “gruzzolo” di circa 50 milioni di euro da reinvestire in opere per la Liguria. Un metodo che consente di intervenire su infrastrutture che non potrebbero essere finanziate solo con risorse Anas o ordinarie.

Rixi ha parlato di una strada nuova, basata su una collaborazione di squadra tra amministrazioni locali, Regione, concessionari e ministero, per affrontare una rete stradale che presenta criticità storiche e traffico extra-autostradale intenso. Non mancheranno disagi legati alla cantierizzazione, ha ammesso, ma l’obiettivo è costruire un territorio più moderno, meglio collegato e capace di crescere nel lungo periodo.

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