Oggi pomeriggio il presidente della Regione Liguria Marco Bucci e l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò, con il Direttore Generale di ASL 5 Paolo Cavagnaro, hanno incontrato all’Auditorium dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale di Spezia i dirigenti e i professionisti sanitari e amministrativi della Asl 5 per illustrare i contenuti della riforma della sanità regionale e raccogliere osservazioni e contributi dal personale.
Tra i punti principali, il riordino dell’assetto organizzativo delle aziende sanitarie, con un nuovo modello di governance grazie a una Azienda Tutela Salute Ligure (ATSL), un’unica Azienda sanitaria regionale che sostituirà le attuali cinque Asl, mantenendo la vicinanza ai cittadini ma superando la frammentazione gestionale.
Il presidente di Regione Liguria Marco Bucci a La Spezia è stato accolto in maniera dura a causa del presidio di protesta organizzato nel piazzale antistante all’Auditorium dalla CGIL. Bucci, accerchiato subito dai tanti manifestanti, si è fermato per un confronto soprattutto con il Segretario Generale della CGIL La Spezia Luca Comiti.
Dopodiché, il presidente di Regione Liguria ha fatto ingresso all’evento organizzato per presentare la riforma: “Si tratta di un intervento Importante per tutti i cittadini. Siamo tutti coinvolti nella sanità, io stesso ho messo il mio corpo in mano alla sanità per anni. Quello che facciamo non è solo giudicato dagli altri ma in futuro anche da noi stessi perché saremo clienti di tutto ciò. Perché lo facciamo? Abbiamo popolazione diversa da tutti gli altri, con età più avanzata. Siamo i primi ad affrontare questo ma è fondamentale per avere una distribuzione omogenea. Abbiamo molta concentrazione sulle parti costiere e difficoltà nelle aree montane, ma serve omogeneità e qualità di vita. Un alto livello di sanità vuol dire alta qualità di vita. Cosa prevede il progetto: non è riforma per risparmiare ma è per spendere di più. Faremo in modo di avere più risorse e metterle in mano a tutti i cittadini, non solo ai malata ma a tutti perché la prevenzione è importante e più ci impegniamo nella prevenzione più la vita è lunga. Come facciamo ad ottenere risorse in più? Ad oggi 26000 persone lavorano in ASL e più di 5mila e 6 mila non sono a contatto con il malato. Lavorano in uffici per il sistema sanitario, queste persone le razionalizzeremo, per avere più efficienza per servire tutto il sistema. Risparmiamo risorse per darne di più a tutti i cittadini. Queste persone lavorano negli uffici stipendi, uffici acquisti: abbiamo 65 persone che fanno gli stipendi in 9 strutture diverse, 5-6 per ognuna. Basterebbero molto meno persone e un sistema digitale efficiente così da investire più risorse e metterle a contatto con i cittadini sparsi nel territorio. Ci vorranno 9 - 12 mesi per andare a regime. Posso parlare non solo di stipendi ma anche di chi compra cuscini, lenzuola, macchinari: possiamo investire meglio le nostre risorse. Non ci saranno riduzioni di servizio, esattamente l’opposto. In più il responsabile di ASL 5 non dovrà più occuparsi di bilancio, patrimonio, revisione conti, di cause che occupavano il 40 per cento del suo tempo, potrà occuparsi del servizio sanitario in prima persona. Queste cose amministrative le sposteremo da un’altra parte. Quando si dice che concentreremo le cose non vuol dire che le faremo a Genova, vuol dire fare in un unico posto in tutta la regione. Può essere che gli acquisti o la gestione stipendi saranno a Savona o a La Spezia, il concetto è questo. A me non interessa chi mette paura in giro dicendo falsità su questo progetto, io da tanti anni dico la verità. Con un’unica azienda sanitaria regionale avremo un unico bilancio e non nove: anche qui avremo così più soldi per attrezzature sanitarie e non più amministrative. Non solo ci sarà una azienda ospedaliera metropolitana che permetterà di accorpare i 4 ospedali di Genova in uno. Eliminiamo risorse in questo modo per darne di più al malato e al sano che deve fare prevenzione. Essendo tutti parte di un unica azienda, poi, affronteremo il tema dell’uniformità di stipendi. Non è banale ma vinceremo anche questa sfida. Non ha nessun senso che tecnico di radiologia di Spezia fa stesso lavoro di uno di Genova o Imperia e ha lo stesso livello di professionalità ma ad Imperia è pagato in un modo e di là in un altro. È ingiusto, tutti devono percepire lo stesso compenso. Ovviamente non livellato verso il basso ma verso l’alto. Abbiamo fatto la stessa cosa anche per gli autobus e metro a Genova con un’unica organizzazione e siamo riusciti a ottenere risultati. Più servizi, più assistenza, miglioriamo la distribuzione della salute: sono sicuro otterremo risultati positivi”.







