Si consolida sempre di più il legame tra l'Isola del Tino e Reggiolo, la cittadina in provincia di Reggio Emilia che condivide con la Chiesa spezzina la devozione a S. Venerio, patrono di entrambi i territori.
La fede nel Santo è fortemente radicata nel comune emiliano che ne conserva sacre reliquie nella Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta e in un prezioso busto argenteo del 1700 raffigurante Venerio.
A Reggiolo tutto é intitolato: vie, piazze, farmacie, sedi associative e un'antica cappella all'interno di Villa Bianchi, un palazzo storico d'età medievale, acquistato da Beatrice di Lorena e oggi proprietà privata.
Qui viene conservata una statua lignea del Santo, scolpita in un tronco di olmo e abbigliato per la processione di San Venerio che in terra reggiolese si celebra il 7 luglio a ricordo di una pioggia miracolosa che salvò i raccolti.
La delegazione degli Amici dell'isola del Tino o.d.v. , guidata, da Elisabetta Cesari e accompagnata dal consigliere con delega alla cultura del Comune di Portovenere, Riccardo Balzarotti, e dall'ammiraglio Giorgio Lazio, è stata accolta calorosamente dalla comunità reggiolese. L'occasione per l'incontro è stata il dono alla Parrocchia di Santa Maria Assunta di una lastra di marmo portoro, raffigurante la croce e la vela latina, simile a quella ritrovata sull'isola del Tino, donata e realizzata dalla ditta Falconi s.r.l.
Piero e Teresa Biggi, esponenti di una delle famiglie di cavatori dell'impresa, hanno consegnato di persona le "radici di pietra" del nostro territorio: la lastra é stata portata in processione e poi deposta ai piedi dell'altare nel corso di una solenne cerimonia religiosa presieduta da don Giancarlo Simonazzi e impreziosita dai canti della corale.
Durante la celebrazione, Elisabetta Cesari é stata invitata a raccontare del legame di amicizia che lega i due territori: il ricordo é andato a qualche anno fa, quando Reggiolo era ancora ferita dal terribile terremoto del 2012. Era il 2018 quando l'area sacra dell'Isola del Tino, da anni impraticabile a causa di uno smottamento, é stata resa fruibile da un intervento congiunto tra il comando Marina Nord e la Soprintendenza di Genova. I luoghi del monastero sono stati resi accoglienti anche grazie all'impegno fattivo degli amici reggiolesi, sbarcati sull'isola con il Comando Marifari per ripulirla insieme a volontari spezzini.
Dopo la celebrazione liturgica, è stato il sindaco Roberto Angeli, affiancato dall'assessore alla cultura Franco Albinelli, a dare il benvenuto alla delegazione degli Amici dell'isola del Tino odv e al consigliere Balzarotti nella splendida sala affrescata del Municipio, palazzo Sartoretti.
Al termine del convegno che ha visto la partecipazione del parroco, don Francesco Avanzi e dei presidenti di tutte le numerose e attivissime associazioni di volontariato del territorio, Elisabetta Cesari ha consegnato al primo cittadino il volume “Isola del Tino isola di sorprendente bellezza”.
Dopo scambi di doni e abbracci, la promessa di condividere insieme progetti, rinnovando l'amicizia tra i due territori ogni anno a Reggiolo il 7 luglio e al Tino il 13 settembre per il Santo condiviso.







