Alla Spezia la memoria di Nassiriya è tornata a vivere questa mattina sotto una pioggia battente, in Piazza Caduti di Nassiriya, dove è stato inaugurato il nuovo monumento dedicato ai caduti nell’attentato del 12 novembre 2003. Nonostante il maltempo, autorità, studenti e cittadini hanno partecipato con commozione a una cerimonia che ha voluto unire memoria, partecipazione e speranza.
Un’opera simbolica realizzata dagli studenti del Cardarelli
L’opera, un trittico in acciaio e vetro ideato e realizzato dagli studenti dell’Istituto Cardarelli, rappresenta un dialogo tra generazioni: tre pannelli che raccontano la memoria della strage, il sacrificio e l’onore, e infine la rinascita e la fiducia.
Nel primo, la base militare appare ferita dall’esplosione; al centro, una fiamma si innalza accanto alla sagoma di un carabiniere senza volto, simbolo di tutti coloro che hanno servito il Paese; nel terzo, quella stessa fiamma si trasforma in sole, metafora di speranza e futuro.
Le parole delle autorità
«Tutti insieme siamo riusciti a dare a quel dolore profondo un significato attuale, capace di parlare ai giovani e a tutta la città», ha dichiarato il sindaco Pierluigi Peracchini, sottolineando il valore educativo e civile dell’iniziativa. «Il progetto – ha ricordato – nasce dal desiderio di lasciare un segno concreto di memoria, coinvolgendo le nuove generazioni nella costruzione di un luogo simbolico che appartenga a tutti».
Il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Vincenzo Giglio, ha definito il monumento «un’autentica opera d’arte», esprimendo «gratitudine ai ragazzi, al quartiere e al Comune» per aver contribuito alla realizzazione. «In questo angolo della città – ha aggiunto – oggi rinasce qualcosa di importante: un punto di incontro, di riflessione e di orgoglio collettivo».
A rappresentare la Regione Liguria era presente l’assessore Giacomo Giampedrone, che ha portato i saluti istituzionali del presidente Marco Bucci, sottolineando come la memoria dei caduti di Nassiriya «resti un patrimonio condiviso, che la Liguria sostiene e onora».
Il racconto dei ragazzi
Gli studenti del Cardarelli, visibilmente emozionati, hanno raccontato con orgoglio la nascita del progetto: un anno e mezzo di lavoro tra idee, schizzi e prove di materiali, guidati dai docenti e dai carabinieri che hanno portato in classe testimonianze dirette della missione in Iraq. «È stato un bel lavoro – hanno detto – che ci ha fatto comprendere quanto la memoria sia un atto vivo, non solo un ricordo».
La cerimonia e il significato
La cerimonia si è conclusa con la benedizione del vescovo Luigi Ernesto Spalletti e la deposizione di una corona d’alloro ai piedi del monumento, portata dai carabinieri in alta uniforme sotto la pioggia.
La Spezia ha così rinnovato la promessa di non dimenticare Nassiriya: una ferita che il tempo non cancella, ma che oggi trova nella voce dei giovani un segno di luce e di rinascita.







