Un pomeriggio ricco di emozioni quello vissuto oggi presso la Mediateca Regionale Fregoso, dove tanti giovani si sono ritrovati per la presentazione dell’album fotografico dedicato alla storia della tifoseria dello Spezia Calcio, ricordando Michelangelo Orlandi.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con l’associazione "Fanti de Speza” e i Leo Club, è stata dedicata a Michelangelo Orlandi, per tutti Michele: un ragazzo speciale, volontario della Pubblica Assistenza e sempre presente sugli spalti dello Spezia Calcio.
«Dicono che la morte faccia parte della vita. Di sicuro non dovrebbe far parte di una vita di 20 anni. Quando della vita non sai ancora bene cosa fartene, visto che ci devi fare ancora tutto.» – inizia così la prefazione del libro a lui dedicato.
A rendere ancora più significativo l’evento, la finalità solidale: l’intero ricavato della serata è stato devoluto in beneficenza per sostenere le cure di Matteo Busoni, il giovane rimasto coinvolto in un incidente stradale anni fa. Un gesto concreto che unisce la memoria di Michele a un messaggio di speranza e vicinanza.
Un ringraziamento va a tutti i ragazzi che, insieme all’associazione Fanti de Speza e ai LIONS Club, hanno reso possibile questa iniziativa lodevole e autentica, capace di trasformare la passione per il calcio e il ricordo di Michelangelo in un momento di amore e solidarietà.
Perché certi legami, come quello tra un tifoso e la sua squadra, o tra amici uniti da un ricordo, non muoiono mai. Michele per sempre!
Un estratto dal libro
«Michelangelo Orlandi, classe 2004, spezzino. Tra le sue passioni i mezzi di soccorso (che filma e pubblica nel canale YouTube Emergency La Spezia), lo Spezia e il volontariato: a 14 anni infatti entra nella Pubblica Assistenza, a 16/17 in quella di Vezzano, a 18 in quella della Spezia, per poi passare a lavorare in quella di Vernazza.
Michelangelo aveva tanti sogni, che in parte rimangono appesi, perché la sua vita finì nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2024, all’incrocio di Bottagna, contro un furgone, mentre andava ad Arcola in scooter con un amico. Hanno provato quattro ambulanze a salvarlo. Il massaggio cardiaco è durato più di un’ora. Al collo aveva la collanina con la testa dell’Aquila, che si porterà dietro per sempre insieme alla sciarpa dello Spezia. A ricordarlo, migliaia di persone, inclusa la sua Curva. Gli si inchinarono anche gli ultras della Carrarese (Oltre la rivalità. Ciao Michelangelo).»







