Questa mattina si è svolta una mobilitazione dei lavoratori nel cantiere dello stralcio B della Variante Aurelia alla Spezia, dove opera la ditta Manelli, incaricata appunto dell’esecuzione del secondo lotto dell’appalto.
I dipendenti sono scesi in sciopero permanente per il mancato pagamento degli stipendi, una situazione che – spiegano i sindacati – si trascina ormai da settimane, senza alcuna certezza sulle date di erogazione delle retribuzioni.
Sul posto erano presenti il segretario provinciale della Fillea Cgil Mattia Tivegna con Clodio Bastianelli, e della Filca Cisl Davide Grazia con Jacopo Lambruschi, che hanno espresso forte preoccupazione per le difficoltà dei lavoratori e per lo stallo dei lavori in uno dei cantieri più importanti per la viabilità del territorio.
“I lavoratori sono in sciopero permanente per l’ennesimo ritardo nel pagamento degli stipendi – ha spiegato Mattia Tivegna, segretario provinciale Fillea Cgil – L’azienda non ha fornito alcuna garanzia né una data certa per le erogazioni, e molti operai, in trasferta, si trovano ormai in condizioni economiche difficilissime. È una situazione insostenibile. Dopo quanto accaduto nel cantiere di ICI, ora anche questo tratto della Variante risulta sostanzialmente fermo. Parliamo di un’opera fondamentale per il territorio: per questo abbiamo chiesto la convocazione urgente di un tavolo in Prefettura con tutti gli attori coinvolti, per trovare una soluzione”.
Anche Davide Grazia, segretario provinciale Filca Cisl, ha confermato la gravità del quadro:
“I ritardi sugli stipendi si protraggono da agosto. Gli operai dovevano ricevere la mensilità di settembre entro metà ottobre, ma ad oggi non è arrivato nulla. L’azienda ha inviato diverse comunicazioni per tranquillizzare i dipendenti, ma senza dare certezze. Ci è stato detto che la causa dei ritardi dipenderebbe da problemi nei pagamenti tra Anas e l’impresa, ma dalle verifiche emerge che Anas è regolare nei propri versamenti. È evidente che le difficoltà siano interne alla società, che negli ultimi anni è cresciuta troppo rapidamente, passando da 40 a quasi 1.000 dipendenti e aprendo numerosi cantieri in tutta Italia, oggi in agitazione”.
Grazia aggiunge anche un elemento sociale: “Gli operai, molti dei quali lavorano lontano da casa, non solo non percepiscono lo stipendio, ma hanno visto ridurre i buoni pasto a 18 euro al giorno, cifra con cui è difficile sostenere i costi di vitto in trasferta. Una condizione davvero indegna”.
La mobilitazione, spiegano i sindacati, continuerà a oltranza finché non arriveranno risposte concrete. Nelle prossime ore verrà inviato un comunicato ufficiale alla Prefettura, e non si esclude un presidio sotto la sede istituzionale in attesa della convocazione del tavolo di confronto







