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Lavoratori del settore igiene ambientale in piazza per il rinnovo del contratto: alla Spezia presidio in via Picco In evidenza

di Alice Mannaioni, - Le segreterie spezzine di FP-CGIL, Fit-CISL, Uiltrasporti e Fiadel hanno organizzato la mobilitazione davanti alla sede di Acam Ambiente. Ecco le richieste dei lavoratori.

Si è svolta alla Spezia, davanti alla sede Acam Ambiente in Via Picco 21, la manifestazione in occasione dello sciopero nazionale indetto da FP-CGIL, Fit-CISL, Uiltrasporti e Fiadel.
Un centinaio di persone tra lavoratori e lavoratrici, giovani e più anziani, sono scesi in piazza per dare voce alla necessità del rinnovo effettivo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
La necessità di un cambiamento ha unito le lavoratrici e i lavoratori del settore, che hanno concentrato la loro attenzione su due aspetti fondamentali: il diritto a un salario adeguato e una maggiore tutela della sicurezza sul lavoro.
Da qui nasce anche la richiesta di un maggiore riconoscimento professionale, di condizioni contrattuali eque e pienamente conformi alla normativa, così da garantire pari dignità e sicurezza a tutti i lavoratori del comparto.

Durante il presidio, un rappresentante della CGIL ha ricordato che il precedente rinnovo del contratto aveva unificato in un unico testo due contratti nazionali – quello dell’igiene ambientale pubblico e quello privato – segnando un passaggio importante per il settore. In quell’occasione, nel 2022, le parti si erano impegnate a rivedere entro sei mesi l’intero sistema di classificazione delle mansioni, ma da allora non è stato fatto alcun passo avanti.
Ha spiegato che oggi si è arrivati a un nuovo rinnovo contrattuale che avrebbe dovuto proseguire quel percorso di aggiornamento, ma in cui lavoratrici e lavoratori si trovano ancora a rivendicare gli stessi obiettivi. La CGIL, insieme a CISL e UIL, ha quindi presentato una piattaforma che ripropone il tema della revisione delle classificazioni, includendo anche l’adeguamento salariale all’inflazione e una serie di altre richieste riguardanti il trattamento economico complessivo e la sicurezza sul lavoro.

A livello locale, il sindacalista ha spiegato che nella zona della Spezia è in costruzione un nuovo impianto di biodigestione, che si affiancherà a quello di Saliceti dedicato al trattamento dei rifiuti secchi. La piattaforma sindacale prevede, per questi impianti, l’istituzione di un Responsabile per la Sicurezza di impianto (RLS), incaricato di coordinare le attività di tutti i lavoratori coinvolti.
Il sindacalista ha sottolineato che la sicurezza resta un tema centrale, ma che troppo spesso le misure vengono adottate solo dopo il verificarsi di incidenti. Per questo motivo, secondo i sindacati, è necessario promuovere un approccio preventivo, anche se finora le aziende mostrano ancora resistenze nell’implementarlo.

Tra gli altri punti indicati, ha segnalato il superamento del livello J – il più basso del contratto e considerato economicamente inadeguato per chi entra nel settore – e una maggiore attenzione ai lavoratori con più di 55 anni, soprattutto a quelli impegnati nel servizio porta a porta. Queste mansioni, infatti, risultano particolarmente gravose dal punto di vista fisico e, con l’età, espongono i dipendenti a patologie professionali ormai diffuse. I sindacati hanno chiesto, in questo tema, di regolamentare in modo più preciso i limiti di peso e, soprattutto, la frequenza con cui i carichi vengono sollevati, per ridurre il rischio di patologie professionali correlate a questo tipo di attività.

Un altro parere sulla situazione, conforme al parere comune diffuso, ci arriva dall’intervista con un delegato CISL di Acam Ambiente che ha sottolineato come il rinnovo non debba riguardare appunto soltanto gli stipendi, ma anche la sicurezza sul lavoro e la revisione delle mansioni, che secondo i sindacati devono essere rivalutate e non ridotte al ribasso.
Viene evidenziata inoltre la forte partecipazione dei lavoratori, sia giovani sia prossimi alla pensione, segno di un malessere diffuso nel settore. Nella giornata precedente si era svolta un’assemblea generale molto partecipata, a conferma della condivisione delle rivendicazioni.
Il delegato ha ricordato che sono ormai due i rinnovi consecutivi in cui non si registrano adeguamenti economici significativi: in circa otto anni, il potere d’acquisto dei lavoratori si è ridotto di quasi un terzo, una condizione che ha definito insostenibile rispetto all’aumento del costo della vita.

Un lavoratore ha commentato la situazione economica con un esempio semplice ma significativo: quando è stato firmato l’ultimo rinnovo effettivo del contratto, il prezzo di un caffè era di circa 1 euro; oggi, nella maggior parte dei bar, si arriva a 1,30 euro. Questo piccolo esempio evidenzia concretamente la disparità tra lo stipendio percepito e il crescente costo della vita.
Nel rinnovo del contratto, i lavoratori chiedono quindi a gran voce un adeguamento salariale che sia almeno proporzionato all’inflazione, che negli ultimi anni ha eroso il potere d’acquisto di questa categoria di lavoratori di circa il 17%.

Tra le richieste avanzate dai sindacati c’è anche la valorizzazione delle competenze specifiche, ad esempio per i lavoratori in possesso della patente C e degli attestati professionali, così come per il personale operativo negli impianti, categorie il cui contributo professionale oggi non riceve un adeguato riconoscimento.

Infine, è stato sottolineato il problema del gap generazionale previsto dal contratto: il livello di ingresso più basso penalizza i nuovi assunti con stipendi inferiori e riduce ulteriormente il potere d’acquisto. I sindacati hanno chiesto che questo livello venga rivisto per garantire condizioni più eque ai lavoratori appena assunti.

La manifestazione si è svolta con toni pacifici e, tra chi partecipava con maggiore speranza e chi con più prudenza, si percepiva un diffuso desiderio di cambiamento condiviso da tutti.

 

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