Ieri mattina, 3 ottobre, nel borgo delle Grazie, è stata celebrata la Giornata della Memoria e dell’Accoglienza, istituita per ricordare le 368 vittime del naufragio che cambiò per sempre il destino di Lampedusa.
Dodici anni dopo quella tragedia, il Cantiere della Memoria, progetto culturale ideato dal giornalista Corrado Ricci nell’ambito dell’attività dell’associazione “La Nave di Carta”, ha organizzato un momento di riflessione sull’importanza della formazione professionale e del lavoro come strumenti di integrazione per i richiedenti asilo. Non discorsi, ma fatti che si risolvono in benefici per il tessuto economico.
Durante la cerimonia, nel porto dell’antica Ria, sono stati festeggiati i migranti che, concretamente, attraverso il lavoro, sono riusciti a integrarsi nello Spezzino: quattordici sono i ragazzi che, grazie a un corso di formazione offerto da Cisita, hanno dato nuova vita a Nella, barca decana del Palio del Golfo, costruita nel 1932 dal maestro d’ascia Aristide Guano, vincitrice della disfida nel 1933 per Le Grazie; due i richiedenti asilo che provengono dal Bangladesh e dalla Guinea assunti, recentemente, dal Cantiere Valdettaro, al termine di uno stage svolto con serietà e impegno. Ma tanti altri sarebbero gli esempi virtuosi.
“Oggi è una giornata di dolore - ha spiegato Corrado Ricci - ma anche di responsabilità e di speranza. Vogliamo dimostrare che l’integrazione è possibile, se ai giovani che arrivano dal mare viene offerta istruzione per affrontare la sfida del mercato del lavoro”.
“Le recenti assunzioni che abbiamo fatto - ha spiegato Alessio Donno, direttore operativo del Cantiere Valdettaro delle Grazie - sono la prova dell’efficacia della formazione professionale”.
Sulla stessa scia, i numerosi interventi che hanno arricchito l’incontro.
Il luogotenente della Guardia Costiera Luca Ceccolini al mare ha dedicato la vita, contribuendo con il suo team, in cinque anni, al salvataggio di oltre diecimila naufraghi. La sua testimonianza è stata particolarmente toccante quando, visibilmente commosso, ha ricordato la gioia di tante persone tratte in salvo, ancora però inconsapevoli delle difficoltà che avrebbero incontrato sul loro cammino.
È toccato a Gabriele Bernasco ripercorrere la storia della mitica Nella, barca simbolo del Palio del Golfo, avendo contribuito al primo restauro, in qualità di tirocinante presso il Cantiere Valdettaro, e poi assunto.
Il presidente della borgata Emanuele Bianchi ha auspicato una costante manutenzione, proiettata a un obiettivo: il ritorno in mare.
In rappresentanza dell’amministrazione provinciale, il consigliere Jacopo Ruggia, delegato alla Pubblica istruzione, ha sottolineato il ruolo della scuola nella costruzione di una cultura dell’accoglienza.
Francesco Buttà, maestro d’ascia, ha narrato l’esperienza maturata durante i percorsi di formazione di Cisita: “Sono il primo a essere uscito arricchito dal rapporto con i ragazzi. Le loro storie mi hanno aiutato a capire tante cose e a motivarmi ancora nel mio ruolo di docente ed educatore”.
Emozionante un messaggio giunto direttamente da Lampedusa, in vivavoce. L’insegnante Chiara Milano dell’Istituto “Capellini-Sauro”, ideatrice del progetto “Storie sconfinate”, ha voluto salutare l’iniziativa del Cantiere della Memoria, realizzando simbolicamente un ponte fra la Liguria e la porta del Mediterraneo.
Anche Lorenza Sala, animatrice della “Nave di Carta”, ha voluto evidenziare il valore del lavoro come strumento per acquisire dignità, oltre che indipendenza economica.
Diletta Bufo di Caritas diocesana ha ribadito la necessità di fare conoscere al territorio le storie positive di tanti ragazzi che vengono accolti nelle strutture locali. Bufo, a questo proposito, ha sollecitato la diffusione del documentario “Nella, storia di una rinascita”, per dare un volto e un nome ai giovani arrivati dal mare che, spesso, vengono percepiti come un’entità astratta.
Elisa Romano, coordinatrice delle associazioni che promuovono la cultura del mare, ha annunciato l’imminente convegno “Mare senza confini”.
A completare l’iniziativa, un buffet offerto in porto dall’Hotel della Baia e arricchito da un gesto simbolico: la consegna alla struttura ricettiva di un’opera dell’artista dei nodi marinareschi Salvatore Calà. Dell’albergo è direttore il consigliere delegato al turismo Antonio Sgarlata che ha portato il plauso del sindaco Francesca Sturlese per l’iniziativa.
La giornata alle Grazie ha ribadito che custodire la memoria è importante, ma non basta. Bisogna compiere azioni concrete e quotidiane, affinché l’integrazione non resti un sogno, ma divenga realtà.
(Foto di Roberto Celi)







