La CUB Trasporti La Spezia conferma lo sciopero del 22 settembre per i lavoratori portuali, che incroceranno le braccia in segno di solidarietà con il Popolo Palestinese e come atto di protesta contro un Governo italiano che, "ancora una volta, ha scelto la via dell’indifferenza. Un Governo che si è astenuto persino su risoluzioni internazionali per il cessate il fuoco, che non ha mai preso una posizione chiara e decisa contro i crimini perpetrati da Israele, riconosciuti come tali da gran parte della comunità internazionale".
"In un momento storico in cui la popolazione di Gaza è sottoposta a bombardamenti indiscriminati, privazioni e violenze sistematiche, - prosegue la CUB Trasporti - riteniamo doveroso che anche i lavoratori prendano posizione. Se il Governo tace, i cittadini e le cittadine devono parlare. E noi, come sindacato, lo facciamo con lo strumento più potente che abbiamo: lo sciopero.
Lo sciopero del 22 Settembre, indetto da CUB e altri sindacati di base, si articola su più rivendicazioni fondamentali:
- Contro la guerra e l’economia di guerra, per il disarmo e la riconversione dell’industria bellica
- Per aumenti salariali generalizzati e il recupero del potere d’acquisto
- Per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario
- Per il diritto alla casa, alla salute, all’istruzione e alla mobilità pubblica
- Per la difesa del diritto di sciopero e contro la repressione sindacale
- Per la sicurezza nei luoghi di lavoro e contro la precarietà
- Per il diritto all’autodeterminazione dei popoli, incluso quello palestinese
CUB aggiunge: "Siamo però costretti a comunicare la revoca dello sciopero per il TPL (Trasporto Pubblico Locale) e per le aziende che operano nel trasporto passeggeri. Le regole imposte dalla Commissione di Garanzia sugli scioperi ci impediscono di esercitare questo diritto, anche quando le motivazioni sono gravi e urgenti. Una Commissione che, sempre più spesso, sembra agire non per garantire i diritti dei cittadini, ma per limitare quelli dei lavoratori. Nonostante tutto, ribadiamo con forza che è imprescindibile prendere una posizione netta contro ciò che sta accadendo a Gaza. La popolazione è vittima di un genocidio, e il silenzio istituzionale è complice. Se il Governo non ha il coraggio di opporsi, lo devono fare i cittadini, le cittadine, i lavoratori e le lavoratrici. Lo sciopero dei portuali del 22 Settembre sarà anche un atto di coscienza. Perché la solidarietà non si revoca".







