Dopo quasi sei mesi trascorsi lontano da casa nei mari dell’Indo-Pacifico, gli uomini e le donne di Nave Antonio Marceglia sono rientrati alla Spezia. Un momento atteso con trepidazione da decine di famiglie che, fin dalle prime ore del mattino, si sono ritrovate sulla banchina Scali della Base Navale per accogliere i propri cari. Cartelli colorati, bambini in festa, lacrime e sorrisi hanno fatto da cornice a un rientro carico di emozione.
Monica, mamma di un ragazzo imbarcato, è arrivata da Taranto con il compagno Alberto e la fidanzata del militare, Manuela. “Il contatto con mio figlio è stato continuo durante questi mesi, quando riusciva, ci chiamava lui con le SIM o con il telefono satellitare. Si è sempre messo in contatto, tranne quando non poteva per la navigazione. È stata una bella esperienza, che lo ha fatto crescere, ed è giusto così”. La famiglia ha seguito il viaggio grazie alla tecnologia, ricevendo foto e racconti dalle diverse tappe: “Ha conosciuto tradizioni, popolazioni e culture diverse dalla nostra, nel bello e nel brutto. È stata un’esperienza molto positiva per lui”. Per raggiungere La Spezia, hanno percorso oltre mille chilometri: «Ma lo abbiamo fatto con tutto il cuore», sottolinea la mamma con orgoglio.
Per Fabiola, in arrivo da Roma, i mesi sono stati più difficili da affrontare, soprattutto perché i figli sono ancora piccoli: “Quando ci sono i bambini, c'è più sofferenza. Si adattano con più difficoltà e sentono la mancanza. Non hanno voluto sentire il papà, lo hanno chiamato solo ieri, quando stava tornando. Simone ha sette anni e Mattia dodici”. Con voce commossa e qualche lacrima aggiunge: “Sei mesi sono tanti anche per me che sono la mamma. Ma con il supporto della famiglia e per amore del papà si supera tutto. Noi ci siamo sentiti continuamente. La tecnologia aiuta tantissimo”.
Martina, 22 anni, è una giovane militare come il suo compagno, rientrato con il Marceglia dalla sua prima missione: “È stato difficile, sei mesi lontani sono lunghi. Ero preoccupata, perché ha navigato in zone pericolose. Ma adesso rivederlo è un’emozione unica. C'è tanta felicità, ripenso ai momenti in cui ero sola e ora è qui”. Martina partirà tra venti giorni per una sua missione: «È un 'a presto' continuo. Essendo entrambi in Marina, capita che quando torna uno parta l’altra. Ma è una vita che mi piace”. La coppia sta insieme da cinque anni.
Commosso anche il papà del piccolo Edoardo, il bambino di 22 mesi che ha atteso la mamma, Commissario di Bordo. “Il vero eroe è stato lui”, ha detto con orgoglio. “Io ero abituato alle lunghe assenze, anche io sono in Marina. La tecnologia della nave ha comunque permesso di mantenerci in contatto spesso”.
Dal ponte del Marceglia, un membro dell’equipaggio racconta un viaggio intenso e indimenticabile: “È stata una bellissima esperienza. Siamo stati in tante parti del mondo, conoscendo culture diverse e interagendo con le popolazioni locali. Abbiamo portato un po’ di Italia ovunque siamo andati. Nave Marceglia rispecchia davvero il suo motto: 'Ardisco ad ogni impresa'”.
Durante la lunga campagna, l’equipaggio ha attraversato l’Equatore, navigato tra l’Oceano Indiano e il Pacifico, solcato lo stretto di Malacca e lo stretto di Hormuz: “In ogni porto abbiamo svolto attività diplomatica e rappresentato il meglio del Made in Italy, la nostra tecnologia e l’industria della difesa. Ora ci godiamo l’abbraccio dei nostri cari: è un’emozione unica, ricorderemo per sempre questa esperienza”.
Un legame continuo, quello tra l’equipaggio e i propri cari, mantenuto anche grazie a un progetto pilota sviluppato a bordo durante la missione. Attraverso il canale Instagram della nave, aggiornato costantemente, è stato possibile raccontare la quotidianità di vita a bordo, dando volto e voce ai 182 membri dell’equipaggio. Il racconto social non si è limitato a mostrare luoghi e attività operative, ma ha voluto restituire l’umanità e la complessità della vita di bordo, favorendo il contatto affettivo con le famiglie a casa. Ogni storia, ogni scatto, ogni breve video ha rappresentato una finestra aperta, contribuendo a colmare la distanza con autenticità e molta partecipazione. Numerosi, infatti, sono stati i messaggi inviati dalle famiglie ai loro cari direttamente dal canale social.







