All'1:25 della scorsa notte c'è stata una scossa di terremoto, di magnitudo 4.4, nella zona dei Campi Flegrei, con epicentro a Bagnoli ed ipocentro ad una profondità di 2,5 km. La scossa è stata avvertita anche nel resto della provincia di Napoli, a Caserta, ed oltre.
Abbiamo chiesto alla divulgatrice scientifica spezzina, Sabrina Mugnos, esperta di vulcanologia, che cosa sta accadendo: "Un terremoto di magnitudo 4.4, parlando in generale, non è fortissimo, ma comincia a diventare importante per un terremoto scatenato dai vulcani, cioè per un terremoto vulcanico si può arrivare al massimo a magnitudo intorno a 5 quindi diciamo che 4.4 è una magnitudo importante, soprattutto quando la profondità è molto bassa. Il terremoto della scorsa notte è stato molto superficiale e di una magnitudo che è al limite per quello che riguarda i terremoti vulcanici, quindi è stata una scossa molto importante. Il terremoto è stato avvertito in modo molto "forte" dalla popolazione ed ha causato danni a diverse case, con caduta di calcinacci finiti in strada, anche sulle auto, e ci sono stati in alcuni casi anche parziali crolli all'interno di alcune abitazioni".
"Questa zona - prosegue Sabrina Mugnos - ormai da diversi mesi è soggetta a questi terremoti e quindi le case che non sono state costruite con criteri antisismici naturalmente ne risentono. Ripetendosi con frequenza nel tempo, anche le scosse di magnitudo più piccola vanno a provare e a rendere sempre più fragili e a danneggiare le strutture degli edifici e quindi, poi, una scossa così forte non solo può provocare crolli in quelle che sono già provate da mesi di tremori, ma magari dare anche la botta di grazia e andare a danneggiare pesantemente e magari anche a rendere alcuni edifici non più abitabili. Insomma, è stato un terremoto importante".
Nonostante tutto, sembra esserci una notizia confortante: "Da un punto di vista vulcanologico non cambia nulla nel senso che siamo ancora nell'ambito di questi terremoti che continuano a verificarsi e che probabilmente sono dovuti al sistema idrotermale del magma, cioè a quelli che sono i movimenti di risalita dei fluidi dalle profondità della camera magmatica: quando risalgono gonfiano la roccia, la spaccano e quindi danno origine a questo tipo di attività sismica. Non ci sono al momento delle evidenze di cambiamenti chimici all'interno delle fumarole e dei fluidi idrotermali da far temere un'eruzione imminente".







