Nella giornata di oggi una delegazione della CGIL e della Funzione Pubblica Cgil della Spezia ha incontrato in Regione Liguria i capigruppo del Consiglio regionale per affrontare la vertenza Elleuno, una situazione complessa che riguarda 74 lavoratrici e lavoratori in stato di agitazione da metà settembre.
La vicenda è nota: ASL5 intende internalizzare il servizio di assistenza domiciliare, oggi svolto dalle lavoratrici e dai lavoratori Elleuno, un servizio essenziale che entra nelle case delle persone più fragili. Una scelta che, se gestita senza le necessarie tutele, rischia di riproporre lo stesso dramma vissuto dalle operatrici e dagli operatori socio-sanitari di Coopservice, rimasti esclusi e senza protezioni.
La delegazione presente in Regione – composta da Luca Comiti, Segretario della Cgil, Marzia Ilari, Segretaria della Funzione Pubblica Cgil, da Letizia Verni e Roberto Palomba, segreteria Funzione Pubblica Cgil della Spezia– ha chiesto che la Regione posticipi la data di internalizzazione almeno di un anno, spostandola al gennaio 2027; che la Regione fornisca un’indicazione chiara ad ASL5 affinché applichi l’emendamento Rossomando; e, infine, che la Regione si faccia parte attiva nei confronti del Governo per affrontare il vuoto normativo che riguarda le internalizzazioni nei servizi affidati tramite appalto agli enti pubblici.
Alle richieste sindacali, il direttore generale del Dipartimento regionale, dott. Bordon, ha risposto sostenendo che ASL5 starebbe procedendo correttamente. Una posizione che non ha convinto per nulla la CGIL. “Le rassicurazioni di Bordon non ci soddisfano – dichiarano Comiti e Ilari – perché riconosciamo lo stesso film già visto nel caso Coopservice, dove molte OSS sono rimaste senza lavoro. La Regione deve assumersi fino in fondo la responsabilità politica di questa vicenda, da parte nostra la riterremo responsabile, assieme alla Asl5, del futuro posti di lavoro delle lavoratrici e dei lavoratori Elleuno.”
“Dobbiamo evitare un nuovo dramma occupazionale –continuano Comiti e Ilari – chiediamo con forza ad ASL5 di applicare l’emendamento Rossomando, che permette di destinare una quota dei posti, in caso di internalizzazione, agli operatori che abbiano già lavorato per conto di un ente pubblico per un periodo significativo. È esattamente il caso delle lavoratrici e dei lavoratori Elleuno”.
La FP CGIL ricorda inoltre che la commissione del Comune della Spezia ha rifiutato l’audizione richiesta sul caso Elleuno, impedendo al sindacato di illustrare la situazione: un fatto grave. “Mentre la vita e il futuro di decine di famiglie sono appesi a un filo – affermano ancora Comiti e Ilari – il Comune sceglie di non ascoltare chi da mesi segue la vertenza. Una decisione inspiegabile e irresponsabile.”
Per queste ragioni, e per dare piena visibilità alla vertenza Elleuno, domani – 25 novembre – alle ore 17 si terrà un presidio sotto il Comune della Spezia, con la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori coinvolti.
La CGIL ribadisce che continuerà a "sostenere questa battaglia fino all’ottenimento di garanzie reali per l’occupazione e per la continuità del servizio".







