Ad aprire l'incontro è stata la giornalista Lucia Bellaspiga, che ha introdotto il pubblico alla proiezione di un video di presentazione del cardinale Jean-Marc Aveline, realizzato dai bambini di Lerici con entusiasmo e spontaneità.
La conversazione, condotta dal giornalista di Avvenire Francesco Ognibene, ha offerto all'arcivescovo di Marsiglia l'occasione per condividere la propria esperienza in una città che rappresenta un autentico laboratorio di convivenza tra culture e religioni diverse. Marsiglia, ha ricordato Aveline, è il luogo in cui cristiani, musulmani, ebrei, buddisti e appartenenti ad altre confessioni sono chiamati ogni giorno a confrontarsi e a costruire relazioni.
Da qui il richiamo al Mediterraneo, che il cardinale ha definito non un confine o un teatro di conflitti, ma una "grande barca" sulla quale tutti sono chiamati a navigare insieme. Solo il dialogo autentico, fondato sull'ascolto e sul rispetto reciproco, può infatti superare incomprensioni e diffidenze. Il dialogo interreligioso, ha sottolineato, non è un esercizio teorico, ma l'incontro concreto tra persone accomunate dal desiderio di vivere in pace.
«La pace non si costruisce soltanto nei palazzi della politica», ha osservato Aveline. «È un lavoro artigianale, fatto di piccoli gesti quotidiani: una mano tesa, un sorriso, la capacità di perdonare e il coraggio di incontrare chi è diverso da noi». Sono questi, ha spiegato, i mattoni con cui si edificano comunità più giuste e solidali.
Al termine dell'incontro il cardinale ha ricevuto il Premio Narducci, lo storico riconoscimento istituito da Avvenire in memoria del suo direttore Angelo Narducci, quale omaggio al suo costante impegno a favore della pace, dell'accoglienza e del bene comune.
Particolarmente significativo anche il momento finale dedicato ai più giovani. I bambini hanno rivolto al cardinale domande sulla sua infanzia, sulla vocazione, sul rapporto con il mare e sul significato concreto del costruire la pace ogni giorno.
Rispondendo, Aveline ha lasciato ai presenti quello che è stato il messaggio più forte della serata: la necessità di "risvegliare le coscienze". «Soltanto scuotendo le coscienze dall'indifferenza – ha affermato – si può insegnare alle nuove generazioni a riconoscere nell'altro non un nemico, ma un fratello con cui camminare».
Nel corso della serata la parrocchia di Lerici ha inoltre conferito una speciale benemerenza a Lucia Bellaspiga, per celebrare la sua "maggiore età" giornalistica alla Festa dell'Avvenire: dai primi anni Duemila, infatti, la giornalista accompagna e racconta le iniziative della manifestazione insieme alla comunità parrocchiale.
A concludere l'incontro sono stati i saluti del vescovo Luigi Ernesto Palletti e del parroco don Federico Paganini, che hanno ringraziato il cardinale Aveline e tutti coloro che hanno contribuito al successo di una serata dedicata alla cultura dell'incontro e alla costruzione della pace.







