Legambiente La Spezia torna a chiedere trasparenza e chiarezza sul futuro di Campo in Ferro, uno dei siti ambientalmente più delicati e simbolici del Golfo della Spezia. A oltre vent'anni dalla scoperta della discarica all'interno dell'Arsenale Militare, dalle informazioni pubblicamente disponibili non risulta completata una bonifica integrale del sito mediante rimozione dei rifiuti. Le procedure finora adottate risultano orientate alla messa in sicurezza e al controllo ambientale dell'area, una situazione che rende necessario un confronto pubblico aperto sul destino definitivo del sito.
Per Legambiente non si tratta di una questione terminologica tra "bonifica", "messa in sicurezza" o altre definizioni tecniche. La domanda che la città continua a porsi è molto semplice: quale futuro è previsto per Campo in Ferro e quali garanzie ambientali sono oggi disponibili per i cittadini?
Riteniamo necessario che vengano resi facilmente accessibili e comprensibili gli esiti aggiornati delle caratterizzazioni ambientali, delle analisi di rischio, dei monitoraggi effettuati e delle decisioni assunte dalle autorità competenti, insieme a un cronoprogramma chiaro delle attività ancora da realizzare.
Ma Campo in Ferro non rappresenta soltanto una questione di rifiuti e bonifiche. Quest'area coincide infatti con uno dei luoghi più significativi della storia naturalistica del Golfo della Spezia. Prima delle grandi trasformazioni ottocentesche legate alla realizzazione dell'Arsenale, in questa zona emergeva la celebre Polla di Cadimare, una straordinaria sorgente sottomarina di acqua dolce conosciuta e studiata da naturalisti e scienziati fin dal Settecento. La sorgente generava un vero e proprio affioramento di acqua dolce in superficie, tanto evidente da essere utilizzato storicamente anche dalle imbarcazioni che navigavano nel Golfo. Per secoli la Polla ha rappresentato un fenomeno naturale unico, parte integrante dell'identità ambientale e scientifica del nostro territorio.
Le trasformazioni antropiche intervenute nel tempo hanno cancellato questo patrimonio naturale, che oggi sopravvive soltanto nella memoria storica e nella letteratura scientifica. Per questo motivo chiediamo che il dibattito su Campo in Ferro non si limiti esclusivamente alla gestione di un sito contaminato, ma consideri anche il valore storico, ambientale e culturale di un luogo che ha segnato la storia del Golfo della Spezia.
La città ha il diritto di conoscere non soltanto come verrà gestita l'eredità della discarica, ma anche quale visione esista per la riqualificazione futura di un'area che un tempo ospitava uno dei fenomeni naturali più straordinari del nostro mare. La Spezia non può permettersi di perdere due volte Campo in Ferro: prima come patrimonio naturale e poi come occasione di trasparenza e rigenerazione ambientale.
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