La gestione del territorio, la tutela delle risorse idriche e il rafforzamento della collaborazione istituzionale hanno guidato il confronto tra il Consorzio di bonifica e irrigazione Canale Lunense e il presidente della Provincia della Spezia, Pierluigi Peracchini.
All'incontro, svoltosi nella sede storica di via Paci 2 a Sarzana e accompagnato da una visita alla centrale idroelettrica e al bacino dell'asta irrigua, hanno partecipato per il Consorzio la presidente Francesca Tonelli, il direttore Corrado Cozzani e il vicepresidente Lucio Petacchi. L'appuntamento si inserisce nel percorso avviato con i sindaci del territorio e ha avuto come fulcro una valutazione del quadro normativo vigente e delle possibili prospettive di ampliamento delle competenze del Consorzio.
"Il Consorzio Canale Lunense – ha sottolineato Peracchini – svolge un lavoro fondamentale per il sistema agricolo e per la prevenzione del dissesto idrogeologico attraverso la manutenzione dei canali e del territorio. È un'attività essenziale per tutti noi, come abbiamo visto anche in occasione dei più recenti eventi climatici. È quindi auspicabile un intervento normativo che consenta di ampliare le competenze del Consorzio, sia dal punto di vista territoriale sia rispetto alle attività da svolgere a favore del territorio".
"La cura del territorio rappresenta un investimento strategico e non un costo e richiede una visione ampia – ha aggiunto – capace di mettere insieme sicurezza, manutenzione e prospettiva di crescita, rafforzando la sinergia tra enti locali, consorzi e strutture tecniche per affrontare in modo efficace sia il rischio idrogeologico sia le esigenze di sviluppo del territorio".
"L'incontro ha evidenziato il ruolo sempre più centrale del Consorzio – ha osservato Francesca Tonelli –. L'acqua unisce territori, generazioni e competenze e richiede una gestione responsabile, ma anche una visione d'insieme. In questo quadro, diventa fondamentale superare frammentazioni e confini amministrativi per assicurare una manutenzione coerente e coordinata dell'intero reticolo idrografico. Solo attraverso un approccio unitario, capace di andare oltre i limiti del comprensorio, l'azione del Consorzio può risultare pienamente efficace sia nella gestione ordinaria sia nella prevenzione del rischio idrogeologico".
Accanto agli aspetti istituzionali, il confronto ha messo in evidenza anche le criticità operative legate all'attuale quadro normativo e territoriale. In questo contesto si è inserita la riflessione tecnica illustrata dal direttore Corrado Cozzani: "Oggi la gestione del reticolo idraulico risente di una frammentazione che non rispecchia più la realtà del territorio. I limiti del comprensorio e i vincoli normativi rendono più complesso garantire continuità ed efficacia negli interventi".







