"L'ennesimo episodio di cronaca che vede un'insegnante ferita da un alunno di appena tredici anni scuote le coscienze, ma rischia di esaurirsi nel solito coro di indignazione e richieste di misure disciplinari più severe. Sebbene il controllo e il rispetto delle regole siano presupposti imprescindibili per la convivenza civile e la sicurezza nelle scuole, limitarsi alla risposta punitiva significa guardare il dito anziché la luna. Al centro della questione resta un nodo irrisolto e doloroso: il disagio giovanile e l'insostenibile isolamento in cui è stata lasciata l'istituzione scolastica. La Scuola non può essere l'unica trincea. Per troppo tempo abbiamo delegato alla scuola il compito di essere l'unico ammortizzatore sociale, l'unico presidio di legalità e l'unica antenna capace di captare le sofferenze di una generazione fragile. Ma un'insegnante, per quanto preparata e dedita, non può trasformarsi in psicologa, assistente sociale e agente di pubblica sicurezza. È necessario liberare la scuola da questo isolamento. La prevenzione non può essere un carico che grava esclusivamente sulle spalle dei docenti e dei dirigenti scolastici. Per questo proponiamo di realizzare una rete concreta capace di coinvolgere tutti i livelli istituzionali mettendo in campo azioni concrete e finanziamenti strutturali per concretizzare progetti e iniziative volte ad affrontare le nuove emergenze. L'obiettivo deve essere la costituzione di tavoli di riferimento permanenti, composti dai responsabili dei servizi sociosanitari e da specialisti per un supporto immediato alle fragilità psicologiche, dal mondo associativo per offrire alternative sane e aggregative, le parrocchie e referenti dei vari culti religiosi, che rappresentano spesso gli unici presidi di prossimità nei quartieri e le forze dell'ordine, non solo per il controllo, ma come attori di educazione alla legalità. Serve altresì dare vita a tavoli di ascolto per genitori e docenti per favorire il confronto e attuare azioni concordate. Nel mondo della scuola è necessario realizzare progetti interdisciplinari per intercettare il bullismo, l'abuso di sostanze o l'isolamento sociale prima che si trasformino in un'arma bianca impugnata in una classe. Solo così potremo evitare che la cronaca nera diventi l'unico modo in cui i nostri ragazzi riescano a far sentire la propria voce. La sicurezza nelle scuole si costruisce fuori dalle scuole, ricucendo il tessuto sociale di una comunità che ha il dovere di tornare a educare insieme", così Davide Natale segretario PD Liguria e Mavi Zonfrillo responsabile scuola segreteria PD Liguria dopo quanto accaduto in una scuola del Bergamasco.







