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Migliaia di esemplari di Velelle spiaggiati a San Terenzo In evidenza

di Anna Mori – Le “barchette di San Pietro” sono portate sugli arenili da mareggiate e correnti.

Ogni primavera le spiagge della Liguria e della Toscana si tingono di blu intenso. Non si tratta di plastica né di alghe, ma di migliaia – talvolta milioni – di piccoli organismi marini noti come Velelle (Velella velella), chiamate popolarmente “barchette di San Pietro” per la loro forma curiosa che ricorda una minuscola imbarcazione a vela.

Il fenomeno è del tutto naturale e rappresenta uno degli eventi stagionali più caratteristici del Mar Ligure.

Cosa sono davvero le Velelle

Le Velelle non sono vere meduse, anche se a prima vista possono somigliarvi. Appartengono al gruppo degli idrozoi coloniali: non si tratta quindi di un singolo organismo, ma di una colonia di polipi specializzati che vivono insieme e collaborano come un unico essere vivente.

La loro struttura è affascinante: presentano un disco galleggiante di colore blu-violaceo, una piccola vela cartilaginea trasparente inclinata obliquamente e tentacoli corti rivolti verso il basso, utilizzati per catturare il plancton di cui si nutrono. La vela è l’elemento distintivo. Grazie alla sua inclinazione, le Velelle sfruttano il vento come minuscole imbarcazioni naturali, lasciandosi trasportare in alto mare dalle correnti superficiali.

Perché si spiaggiano in massa

Lo spiaggiamento avviene soprattutto tra marzo e maggio. La causa principale è l’azione combinata di venti e mareggiate, in particolare quelli provenienti da sud e sud-est, che spingono questi organismi verso la costa.

Quando le correnti cambiano direzione e il vento soffia con intensità verso terra, le Velelle non hanno la capacità di opporsi. Vengono così accumulate lungo la battigia in grandi quantità e lì completano il loro ciclo vitale. Secondo i monitoraggi di Arpal Liguria, si tratta di un evento periodico e naturale, che può variare di intensità a seconda delle condizioni meteorologiche e marine dell’anno.

Sono pericolose?

Una delle domande più frequenti riguarda la loro pericolosità. Le Velelle possiedono cnidocisti, cellule urticanti simili a quelle delle meduse, ma la loro capacità irritante è estremamente blanda e risultano totalmente innocue per l’uomo e per gli animali domestici.

Non provocano punture dolorose né reazioni significative. L’unica precauzione consigliata è lavarsi le mani dopo averle toccate, soprattutto per evitare di portare eventuali residui a contatto con occhi o bocca.

 

Un indicatore di mare sano

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, la presenza massiccia di Velelle non è un segnale negativo. Anzi, è spesso interpretata come indicatore di un ecosistema marino in equilibrio.

Questi organismi si nutrono di plancton e fanno parte della complessa rete trofica marina. La loro abbondanza può riflettere condizioni favorevoli alla produttività del mare. Lo spiaggiamento, quindi, non è un’emergenza ambientale, ma un evento ciclico che accompagna il passaggio stagionale e il rinnovarsi della vita marina.

Un segnale dell’arrivo della primavera

Per molti liguri, la comparsa delle “barchette di San Pietro” è diventata un simbolo che segna l’arrivo della primavera e racconta la vitalità del mare dopo l’inverno.

Il loro colore blu intenso, in contrasto con la sabbia, crea scenari suggestivi e ricorda quanto il mare sia un sistema dinamico, in continuo movimento, governato da venti e correnti.


(Foto di Alessandro Sarnataro)

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