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Quando il cielo del Grande Nord si accende di luci e colori tra abetaie, fiordi e antiche tradizioni (foto) In evidenza

Viaggiamo insieme a Sabrina Mugnos.

Geofisica, saggista, divulgatrice scientifica e instancabile esploratrice, Sabrina Mugnos è sempre in giro per il mondo ad inseguire e documentare fenomeni naturali suggestivi e a diffondere la scienza con un delizioso taglio umanistico che la rende fruibile ad ogni tipo di pubblico, attitudini che le hanno fruttato numerosi riconoscimenti da parte della nostra Spezia, sua città natale.
Con questa rubrica abbiamo deciso di seguirla, viaggiando insieme a lei.



È stagione di aurore, e i cieli del Grande Nord continuano ad accendersi di colori tanto da sconfinare fin quaggiù alle medie latitudini, talvolta, com’è successo qualche settimana fa.

Quando spiego il fenomeno delle luci aurorali alle persone lo racconto come una guerra cosmica, dove il Sole spara i suoi dardi energetici e la piccola Terra si difende con i suoi scudi accendendosi come un arcobaleno. È un po’ un modo per dare connotati più gentili ad eventi molto violenti. Venendo ad una terminologia più tecnica, il flusso di elettroni proveniente dalla nostra stella, talora particolarmente denso ed energetico a causa di esplosioni superficiali, viene deflesso dal campo magnetico, attirato dai Poli del nostro pianeta come una calamita e convogliato in profondità verso l’atmosfera dove ionizza le molecole dell’aria che così facendo diventano una seconda barriera protettiva.

Il colore rosso diffuso è dovuto all’ossigeno molecolare, il verde all’ossigeno atomico e il porpora o violetto all’azoto. Va detto che sono fenomeni d’alta quota, quindi assolutamente privi di effetti al suolo e, dunque, assolutamente innocui. Tutto, insomma, dipende dall’attività solare che in questi anni è particolarmente intensa e lo sarà ancora per un po’, promettendo spettacoli eccezionali.

Per quest’inverno avremo ancora un mesetto buono per le osservazioni, prima che arrivi la lunga estate artica con la sua luce perenne. Ma in autunno si ripartirà, e quest’anno, come di consueto, ci recheremo nella Lapponia finlandese in dicembre in piena Notte Artica, quando il sole non sorgerà mai e attenderemo le luci aurorali immersi in un eterno crepuscolo.


Sabrina Mugnos

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