Oggi, sabato 7 febbraio, nella Sala Conferenze del Circolo Ufficiali di Viale Italia alla Spezia, si è svolta la presentazione del libro “Correre oltre, oltre il correre” di Giulio Civitella. Un incontro intenso e partecipato, promosso a sostegno della ricerca scientifica sulle malattie rare della Fondazione Telethon, cui andrà il ricavato delle vendite del libro.
A dialogare con l’autore è stata la scrittrice Giovanna Lattanzio, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio fatto di sport, storie di vita e profonda umanità. Durante l’evento è stata anche consegnata una targa agli atleti speciali, tra cui Leonardo, a testimonianza del valore dello sport come strumento di inclusione.
«Sono solo un testardo con le scarpe da ginnastica», ha detto Civitella, definendosi con semplicità e autenticità. Una frase che racchiude il senso del suo percorso: la corsa non come ricerca della vittoria, ma come responsabilità, presenza e relazione. Civitella è uno “spingitore”, accompagna atleti con disabilità durante le gare, consapevole che mettere le mani sulla carrozzina significa dare un esempio e lanciare un messaggio di speranza a tutti i partecipanti.
Nel corso della presentazione sono emerse molte storie significative. Come quella di Adele, ragazza spezzina conosciuta alla Pigiama Run, che grazie allo sport ha superato limiti e paure legate alla disabilità, vivendo un’esperienza fino ad allora mai immaginata. O quella di Margherita, storica atleta dei Maratonabili, da cui è nato un percorso associativo che ha dato forma concreta alla corsa inclusiva.
Particolarmente toccanti anche i ricordi di Alessandro, atleta ipovedente con cui Giulio ha corso a Beverino, e l’esperienza in tandem da Genova a Sorrento insieme al padre. Tra i capitoli più intensi del libro c’è quello dedicato a Francesco, scout accompagnato fin da bambino: una vita segnata da difficoltà, affrontata sempre con il sorriso, diventata per l’autore una lezione di amore e resilienza.
Il libro nasce dal bisogno di fermarsi e mettere ordine dopo dieci anni di esperienze: «Fisicamente lo sport mi sosteneva, mentalmente è stato il libro», ha raccontato Civitella. Scrivere è stato un gesto necessario, quasi terapeutico, che lo ha portato a mettersi a nudo, a riconoscere le proprie ombre e a raccontare con sincerità anche le fragilità della sua vita privata. Centrale, in questo percorso, la figura della moglie Imma, definita “la custode dell’amore”, capace di restare e proteggere ciò che contava davvero anche nei momenti più difficili.
Per Giulio Civitella la corsa è un atto d’amore e un impegno civile. Non solo sport, ma partecipazione attiva, volontariato e responsabilità sociale. Un invito a non rimandare, a vivere il presente con consapevolezza: “Il mio domani è oggi”. Un messaggio che richiama lo spirito dello scoutismo e l’idea di lasciare una traccia positiva nel mondo.
Guardando avanti, i progetti non mancano: nuove sfide sportive, dalla Nove Colli alla Spartathlon tra Atene e Sparta, fino al sogno di collegare La Spezia a Roma in quattro tappe, portando con sé un messaggio di comunità e solidarietà.
A chiudere la presentazione è stato il valore del “noi”: volontari, ricerca, comunità. Una dimensione collettiva che, come ricordato durante l’incontro, trasforma le idee nate in una piccola realtà locale in iniziative capaci di crescere e diventare nazionali. Perché correre oltre, in fondo, significa non farlo mai da soli.







