Un traguardo importante, carico di memoria, emozione e amicizia: il 31 gennaio 2026 gli ex studenti della classe 5ª B del Liceo Scientifico “Antonio Pacinotti” della Spezia, diplomati nel 1976, si sono ritrovati per celebrare il 50° anniversario del diploma. L’occasione è stata un pranzo conviviale presso il ristorante “La Baracca dell’Aviatore” di Sarzana, cornice ideale per una giornata all’insegna dei ricordi e della condivisione.
La 5ª B del Pacinotti rappresentò una classe di eccellenza: su 20 studenti, ben 5 conseguirono il diploma con il massimo dei voti, e molti di loro hanno poi intrapreso percorsi professionali di rilievo, affermandosi nel mondo del lavoro a livello nazionale.
Indimenticabile e centrale nel ricordo di tutti è la figura della professoressa Giovanna Delfino, docente di Lettere e membro interno agli esami di maturità di quell’anno. Insegnante amatissima, punto di riferimento umano e culturale, la professoressa Delfino è successivamente diventata preside dell’Istituto Pacinotti. Oggi la sua memoria è onorata da una targa commemorativa presente all’interno dell’attuale edificio scolastico, segno tangibile dell’impronta profonda lasciata nella storia della scuola e nei cuori dei suoi studenti.
La giornata si è svolta in un clima di serena allegria e festosa amicizia, impreziosita dalla visione di fotografie d’epoca, capaci di riportare tutti indietro nel tempo, e immortalata da nuovi scatti che hanno fissato questo importante momento di ritrovo. Un ponte ideale tra passato e presente, tra i volti di allora e quelli di oggi.
All’incontro hanno partecipato 18 ex studenti su 20, a testimonianza di un legame rimasto forte e vivo nel corso dei decenni.
Erano presenti: Antonella Bontà, Sandro Boscarino, Paola Capaccioli, Paolo Casani, Marco Ferrando, Danilo Francescano, Mariano D’Antoni, Giacomo Leonardini, Enrico Nosei, Francesco Orlandini, Gianni Piras, Claudio Romeni, Manuela Roncella, Alberto Rossi, Paola Silvanini, Antonella Tartarini, Donatella Trapassi, Gianluigi Valentini, Carla Villa, Rossana Zoppi.
Un incontro che non è stato solo una celebrazione del tempo trascorso, ma soprattutto la conferma di come la scuola, quando è vera comunità, lasci segni destinati a durare una vita intera.







