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Il Cantiere della Memoria si apre al digitale con un percorso 3D immersivo per visite a distanza In evidenza

di Anna Mori - Grazie al lavoro del professor Massimo Godani e degli studenti dell’Istituto Capellini-Sauro, il micro museo delle Grazie diventa accessibile anche a distanza, tra storia, arte delle costruzioni navali e innovazione tecnologica.

Il Cantiere della Memoria, micro museo situato nel porto antico delle Grazie e creato nel 2016 da Corrado Ricci e Jole Rosa, racconta la storia dei maestri d’ascia e delle tradizioni cantieristiche locali. Diventato nel 2018 progetto culturale dell’associazione La Nave di Carta per la ricerca e la divulgazione di storie di mare, il Cantiere ha da subito affiancato la conservazione del patrimonio materiale alla promozione di percorsi di conoscenza e formazione, diventando un punto di riferimento per scuole, appassionati di storia marittima e operatori culturali.

Negli ultimi anni, grazie alla collaborazione con l’Istituto Capellini-Sauro e agli studenti guidati dal preside Antonio Fini, il museo ha sviluppato una vera e propria infrastruttura hi-tech: dal 2023, gli antichi attrezzi esposti sono accompagnati da qr code, giochi di luce e narrazioni vocali, che ne raccontano la storia, la funzione e le tecniche artigiane, valorizzando al contempo l’esposizione ‘danzante’ sulle pareti di pietra curate da Gigi Roveda. La progettazione multimediale è stata curata da Giorgio Pagani, con la sua ditta Sfelab, specializzata nella musealizzazione di spazi iconici, e ha coinvolto gli studenti in un percorso educativo concreto, in cui tecnologia e memoria storica si intrecciano.

Oggi il Cantiere compie un ulteriore passo in avanti: la sala e gli strumenti dei maestri d’ascia sono accessibili anche a distanza grazie a un percorso virtuale in 3D, reso possibile dal coordinamento del professor Massimo Godani. Godani ha seguito ogni fase del progetto, dalla progettazione alla realizzazione del gemello digitale, assicurando che la riproduzione virtuale fosse fedele all’ambiente reale, fino al più piccolo dettaglio degli strumenti e della disposizione storica del museo. La sua esperienza nella didattica digitale e nella valorizzazione dei patrimoni culturali ha reso possibile un percorso immersivo e formativo, con il pieno coinvolgimento degli studenti dell’istituto Capellini-Sauro, che hanno collaborato alla modellazione 3D, alla creazione dei contenuti multimediali e all’ottimizzazione dell’interattività, frutto di una serie di lezioni a scuola scuola e incontri con maestri d’ascia accompagnati dal team del Cantiere della Memoria.

Il percorso 3D permette ai visitatori di muoversi liberamente tra gli spazi del micro museo, osservando gli strumenti da diverse angolazioni e approfondendo la loro storia attraverso hotspot multimediali, che svelano curiosità, tecniche e aneddoti dei maestri d’ascia. Il tour è accessibile da qualsiasi browser, ma può trasformarsi in un’esperienza completamente immersiva se fruito tramite un visore VR, offrendo una percezione realistica della tridimensionalità degli spazi, del legno e dell’atmosfera del museo.

Si tratta di un’esperienza unica che unisce storia, artigianato e tecnologia, permettendo di valorizzare il patrimonio culturale locale e di avvicinare anche chi non può recarsi fisicamente alle Grazie. Gli studenti coinvolti hanno potuto vivere in prima persona un percorso educativo che combina ricerca, innovazione e didattica.

“Questo nuovo percorso digitale - spiega il professor Massimo Godani - fa rivivere a chi guarda la memoria storica, trasmettendo emozione e conoscenza. I visitatori possono così sentirsi immersi tra gli strumenti dei maestri d’ascia, comprendere le loro tecniche, respirare virtualmente l’atmosfera del laboratorio e apprezzare la cura e la precisione con cui ogni attrezzo veniva realizzato”
“Grazie all’istituto Capellini-Sauro per aver consolidato la configurazione hi-tech del nostro presidio culturale; è un piacere interagire con una scuola che, saldamente ancorata ai valori della tradizione marinara, la mette in movimento guardando al futuro professionale dei ragazzi. Altre sinergie ci attendono sulle rotte della formazione ….” conclude Corrado Ricci

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