Non solo allenamento alla fatica della salita, non solo ricerca di paesaggi, di punti di vista privilegiati per entrare in contatto con la bellezza della terra, con la natura, con territori diversi, ma un cammino insieme, ed è subito un’altra cosa… è la metafora per eccellenza: adulti e ragazzi scalano le montagne della crescita per andare avanti ancora. Uscire dalle classi e rendere realtà la scalata non è più metafora, ma corpi in presenza che insieme affrontano un’esperienza che richiede conoscenze, abilità, competenze diverse da quelle “utili” solitamente dentro la scuola. Allora, per tutti, anche per gli adulti, cambia il modo di rapportarsi ai ragazzi e i ragazzi mutano il loro modo di stare insieme agli altri. Ognuno può mettere in campo aspetti diversi del proprio modo di essere rispetto a quelli adottati nella quotidianità delle attività scolastiche.
Più di trenta docenti di Scienze Motorie di istituti scolastici di ogni ordine e grado della Spezia hanno aderito all’iniziativa che si è svolta presso la sede CAI La Spezia in via Beghi. Dopo il saluto istituzionale del Presidente sezionale Carlo Mazza, Lidia Battisti, docente di Scienze Motorie e referente della Commissione Scuola sezionale, e Mariano Vergassola dell’Ufficio Scolastico Regionale – Ufficio Educazione Fisica La Spezia hanno introdotto gli aspetti organizzativi e pedagogici del progetto. A seguire, la professoressa e socia CAI Stefania Capitani ha approfondito i concetti sui percorsi formativi e didattici alla scoperta dei sentieri montani tra ambiente, cultura e sicurezza, facendo alcuni esempi di interdisciplinarità come “L’Ecosistema dell’ambiente montano”: quali materie di insegnamento può coinvolgere? Dalle scienze naturali alla geografia, dalla storia alla matematica, dall’arte all’educazione motoria. La partecipazione dei docenti di tutte queste materie risulta quindi particolarmente auspicata.
Il dottor Gianmarco Simonini, medico e referente sezionale della Montagnaterapia e dell’Escursionismo Adattato con il progetto “Un Sentiero per tutti”, ha spiegato ai convenuti che la Montagnaterapia è un approccio metodologico a carattere terapeutico, riabilitativo e/o socioeducativo finalizzato alla prevenzione secondaria, alla cura e alla riabilitazione di individui portatori di diverse problematiche, patologie e disabilità. È progettata per svolgersi attraverso il lavoro sulle dinamiche di gruppo, nell’ambiente culturale, naturale e artificiale della montagna. L’Escursionismo Adattato è invece un progetto all’interno del CAI che consente alle persone con mobilità ridotta di riscoprire l’ambiente montano e non, nella socialità del gruppo, grazie all’utilizzo di speciali ausili da fuoristrada e al supporto di accompagnatori appositamente formati. Fondamentale è predisporre un catasto dei sentieri accessibili a tutti.
Numerosi gli interventi dei presenti, a conferma dell’interesse generato dagli argomenti affrontati, che hanno introdotto il tema dell’uscita pratica del 3 febbraio, rivolta principalmente all’organizzazione e alla conduzione di gruppi escursionistici. L’argomento sarà affrontato dagli accompagnatori titolati del CAI La Spezia quali Maurizio Cattani, vicepresidente regionale, Alessandro Berselli, insegnante e referente dell’Alpinismo Giovanile sezionale, e Gianluca Tinghi, socio e operatore del Soccorso Alpino ligure.
Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione.







