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La fiamma olimpica alla Spezia, il pranzo dell’inclusione alla Luna Blu In evidenza

di Anna Mori - Dopo il percorso da Migliarina a piazzale Boito, lo staff della fiaccola accolto nella struttura spezzina dove il lavoro diventa opportunità per ragazzi speciali.

La fiaccola olimpica ha attraversato oggi, 9 gennaio 2026, la città della Spezia, partendo da Migliarina e arrivando in piazzale Boito, accompagnata da un clima di grande partecipazione lungo tutto il percorso. Al termine della staffetta, lo staff al seguito della fiamma olimpica ha pranzato alla Luna Blu, realtà spezzina che da anni rappresenta un modello concreto di inclusione lavorativa per ragazzi speciali.

In sala era presente anche la lanterna con la fiamma olimpica perpetua, quella che non si spegne mai, quella che proviene direttamente da Olimpia ed è utilizzata per accendere le fiaccole portate dai tedofori lungo il cammino verso i Giochi. Un simbolo forte e silenzioso, che ha accompagnato il pranzo e reso ancora più significativo l’incontro tra la tradizione olimpica e una realtà molto radicata nel nostro territorio.

In cucina, a coordinare il lavoro, c’era Lorenzo Mulas, cuoco della Luna Blu, che ha guidato una squadra di circa dodici ragazzi in una vera e propria sfida organizzativa. In meno di un’ora sono state servite circa 120 persone, tra membri dello staff olimpico e rappresentanti delle Forze dell’Ordine, impegnate fin dal mattino lungo le vie cittadine per garantire la sicurezza del percorso.

Il menù è stato pensato per un servizio rapido ma curato: cannelloni gratinati al forno ripieni di ricotta e spinaci, scelti per la loro funzionalità in una cucina chiamata a lavorare con tempi serrati e standard elevati, focaccia e pane “home made”. Per il dolce, una torta crumble di mele con caramello, preparata interamente dai ragazzi della Luna Blu, affiancata da una seconda torta donata dalla gelateria TuttoGelato, affacciata proprio su piazzale Boito, luogo di arrivo della fiaccola olimpica.

“È stata una grande prova per noi – ha spiegato Mulas – non solo per i numeri, ma per la necessità di coordinare tutto in pochissimo tempo. È un banco di prova importante soprattutto per i ragazzi, che devono lavorare con standard precisi e ritmi intensi»”.

Per accogliere lo staff è stato necessario anche riorganizzare completamente la sala, sostituendo i tavoli abituali con soluzioni diverse per far fronte all’elevato numero di ospiti. Una stretta logistica anche per i parcheggi, per la presenza dei mezzi al seguito della carovana olimpica.

Un impegno che ha ripagato in soddisfazione. “Dopo eventi come New York, Parigi, il G7, avere l’onore di ospitare la fiamma olimpica qui da noi è qualcosa di davvero gratificante”, ha aggiunto Lorenzo Mulas.

La tappa spezzina della fiaccola olimpica si è così trasformata in qualcosa che va oltre la cronaca sportiva: un incontro tra simboli e persone, tra il viaggio della fiamma e il lavoro quotidiano di chi, alla Luna Blu, dimostra ogni giorno che l’inclusione non è un concetto astratto, ma una pratica concreta, fatta di impegno e professionalità.

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