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Giovanni Bardellini compie cento anni: un lericino doc che ha vissuto una vita intensa e piena d’affetti In evidenza

di Anna Mori - Dalla nave Florencia all’Inail, dall’amore incontrato a Belluno al ritorno definitivo a Lerici: il ritratto di un uomo colto, ironico, instancabile.

Giovanni Bardellini, lericino verace, oggi compie cento anni. Un traguardo importante, che la sua famiglia ha celebrato con una piccola festa semplice, carica di affetto, “come piace ai miei genitori”, racconta la figlia Anna. Una festa intima, una torta preparata dalla figlia Luisa, un brindisi tutti insieme, nella casa di Maralunga dove Giovanni vive ormai da molti anni con la moglie Mariangela.

La storia di Giovanni affonda le radici proprio a Lerici, dove è nato e dove è sempre voluto tornare. Laureato in medicina a soli 24 anni, intraprese fin da subito un’esperienza che lo segnò profondamente: si imbarcò come medico di bordo, due o tre volte, sulla nave Florencia. Era una nave che partiva da Lerici portando emigranti verso l’Argentina, insieme a merci e carichi vari. Un servizio impegnativo e umano, che lo mise a contatto con le speranze e le fatiche di chi lasciava l’Italia per un nuovo mondo.

Dopo un paio d’anni decise di restare in terraferma e proseguì la propria formazione. A Genova conseguì diverse specializzazioni: ortopedia, medicina legale, medicina sportiva, medicina di igiene e altro. Poi iniziò la carriera all’Inail, primo passo di un lungo percorso nella medicina del lavoro.

La vita lo portò lontano da Lerici, ma solo geograficamente. Il primo trasferimento fu a Belluno, in Veneto. Ed è proprio lì che incontrò la donna della sua vita: Mariangela, originaria di Mirano, che si era trasferita a Belluno con la famiglia per il lavoro del padre. Un incontro decisivo: dopo pochi mesi si sposarono. Dalla loro unione nacquero Luisa e Anna. Anna ricorda sempre il racconto della zia, sorella di sua madre: “Mio papà era arrivato bello spavaldo, giovane, con una spider azzurra decappottabile – credo con la cappotta bianca – faceva la sua figura”. E aggiunge: “Mia mamma era davvero molto bella, occhi azzurrissimi, capelli neri, lineamenti perfetti.”

Dopo qualche anno, grazie a un trasferimento richiesto proprio da Giovanni, la famiglia si spostò a Pisa, per essere più vicini a Lerici, che rimaneva nel suo cuore. Ma la carriera lo portò ancora avanti: dopo 2 o 3 anni fu promosso dirigente medico dell’Inail a Firenze. Anni intensi, fatti di treni, pendolarismo quotidiano, responsabilità professionale. E, ogni sabato pomeriggio, appena finita la scuola delle figlie, la corsa verso Lerici, dove la famiglia trascorreva tutti i fine settimana. Una tradizione che Luisa e Anna ricordano ancora con grande affetto.

Nel frattempo Giovanni ampliò anche l’attività privata come libero professionista: medico legale, ortopedico per le assicurazioni, consulente. Una professione che ha portato avanti con entusiasmo fino a 86 anni, quando ha deciso di chiudere la partita IVA. “Noi lo abbiamo sempre chiamato il grillo” sorride Anna.

Quando le figlie erano all’università, Giovanni e Mariangela si trasferirono definitivamente a Lerici, dove vivono tuttora a Maralunga. Accanto a loro anche Luisa e Anna, con le loro famiglie. Una vicinanza che è cura, presenza, quotidianità condivisa: “Ogni giorno io e mia sorella passiamo da loro almeno un’oretta: una chiacchierata, una passeggiata in giardino. E quando riescono, passano anche i nipoti”.

La vita di Giovanni è stata intensa, ricca, interessante. Insieme a Mariangela ha viaggiato molto, esplorando il mondo con curiosità e leggerezza. E non ha mai abbandonato del tutto il mare: ogni anno, per un mese, tornava a imbarcarsi come medico di bordo sulle navi della Costa Crociere. Era un impegno che amava, e Mariangela lo accompagnava volentieri.

Nei momenti liberi, Giovanni si dedicava al fai da te, costruendo, sistemando, inventando. “Ha sempre trafficato in giardino, aggiustato fili della corrente, creato cose: è un uomo curioso, ironico, sveglio.” Un tratto che conserva ancora oggi, a cento anni: ascolta, interviene, commenta con battute argute, talvolta buffe, sempre pertinenti. E mantiene quello sguardo vivo sulla realtà che lo ha sempre contraddistinto. “Si intendeva di tutto: dalla politica a quando piantare le primule.”

Oggi Giovanni è un uomo felice e vive la vita casalinga con serenità con Mariangela e al loro fianco c’è Leontina, che da un anno ed è ormai parte della famiglia, ed Elena, che lo ha seguito per più tempo in passato e che continua ad essere una figura cara.

La festa di oggi è semplice e piena di calore: Anna, il marito Marco, Luisa, i nipoti Elisa e Michele con i loro compagni Francesco e Camilla, e Mario con sua moglie Leila, sposati da pochi mesi, che vivono a Marsiglia.

Accanto a Giovanni, sempre, c’è Mariangela, 95 anni, lucida e attenta. Sono sposati dal 1959 e condividono da più di 66 anni una vita fatta di complicità e presenza reciproca. “Sono una bella coppia, sono sempre stati insieme. Una colonna per la nostra famiglia.”

Oggi Giovanni Bardellini compie cento anni. Cento anni vissuti con entusiasmo, dedizione al lavoro, amore per il mare, ironia, curiosità, affetti solidi e una famiglia unita attorno a lui. E Lerici, la sua terra, lo abbraccia con gratitudine e orgoglio.

Auguri Giovanni anche da parte della Redazione di Gazzetta della Spezia per i tuoi cento anni e per tutta la vita bella che hai donato a chi ti vuole bene.

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