Ha settant'anni, ma non ha alcuna intenzione di smettere di fare il medico: Pierluigi Angelinelli, volto storico della medicina di famiglia ad Arcola e alla Spezia, è appena stato insignito dell'onorificenza di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Il riconoscimento gli è stato consegnato in piazza Verdi, il 4 novembre, durante la giornata dedicata alle Forze Armate e all'Unità nazionale, davanti a tanti colleghi e cittadini che in lui vedono da decenni un punto di riferimento.
Subito dopo la cerimonia, il medico ha manifestato un'emozione composta ma palpabile. "Non sono solo contento: sono orgoglioso" ha spiegato ricordando i suoi oltre quarant'anni di attività sul territorio alla presenza della segretaria provinciale FIMMG La Spezia, dottoressa Maria Pia Ferrara. Ha confessato che avrebbe potuto dedicare la nuova onorificenza alla moglie Emanuela, che lo ha sostenuto per tutta la vita professionale, ai figli Elisa e Davide, ai generi e soprattutto agli adorati nipoti, ma ha scelto consapevolmente un'altra strada: "Questa dedica la faccio ai medici, in particolare ai medici di medicina generale, che ogni giorno si prodigano per i pazienti in un momento in cui il Servizio sanitario nazionale vive una fase molto critica".
Angelinelli ha raccontato come il medico di famiglia si trovi oggi a essere il primo front office del sistema, quello che intercetta difficoltà, disservizi e ritardi. Per questo spesso diventa, suo malgrado, il bersaglio delle frustrazioni dei cittadini. Eppure, continua a considerare la professione una missione: un impegno quotidiano fatto di ascolto, di visite in ambulatorio e a domicilio, di telefonate fuori orario, di problemi clinici e sociali che si intrecciano. "Noi siamo il primo impatto per i pazienti – ha sottolineato – e finiamo per essere anche il capro espiatorio di ciò che non funziona. Ma non dobbiamo perdere la fiducia nel nostro ruolo".
Un messaggio forte il neocavaliere lo ha rivolto soprattutto ai giovani colleghi che si affacciano alla professione. Ha ricordato gli anni della cosiddetta "pletora medica", quando era difficile trovare un incarico, e li ha paragonati alla situazione attuale, segnata invece da una carenza di medici di famiglia. "Chiedo ai giovani di non scoraggiarsi – ha detto – anche quando i mass media ci criticano, talvolta in modo eccessivo. Devono unirsi, lavorare nelle medicine di gruppo e soprattutto comprendere quanto sia importante l'aggregazione funzionale territoriale, che permette di condividere fatica e responsabilità e di offrire servizi migliori ai cittadini".
Oggi, pur avendo maturato tutti i requisiti per il pensionamento, Angelinelli ha scelto di continuare a dare una mano negli ambulatori di medicina di prossimità, proprio per via della carenza di professionisti. La legge glielo consente e lui ne ha fatto una questione di coscienza: "Posso ancora offrire un piccolo contributo – ha spiegato – e mi sembra doveroso farlo".
Non è mancato un pensiero di riconoscenza alla stessa Maria Pia Ferrara e alla FIMMG, il sindacato che rappresenta i medici di medicina generale. Angelinelli ha definito la segretaria «un vulcano di iniziative», capace di sostenere i colleghi non solo sul piano clinico ma anche su quello burocratico e organizzativo, in un contesto normativo sempre più complesso. Ferrara, da parte sua, ha ringraziato il collega per il ruolo svolto in questi decenni, per l'aiuto offerto ai medici più giovani e per l'esempio di dedizione e disponibilità.







