La Spezia torna a essere capitale dell’arte che unisce, accoglie e racconta la diversità. Dal 14 al 22 novembre 2025 si terrà “DISART – Un mare d’inclusione”, la terza edizione del festival che mette in dialogo arte e disabilità, promosso da un gruppo di associazioni del terzo settore — AGAPO - Officine Agapo OdV, The Spezziner, Breathe Liguria, Vivere Insieme, ABC SP, Afrodite e Senza Tempo — con il patrocinio della Regione Liguria e del Comune della Spezia, che ha anche sostenuto economicamente l’iniziativa.
Nato alla Spezia nel 2021 e cresciuto con il contributo di volontari, artisti e realtà sociali del territorio, DISART è oggi un appuntamento riconosciuto a livello nazionale, in sintonia con lo spirito della Giornata Mondiale della Disabilità del 3 dicembre.
Edizione ricca di novità, quella del 2025. Il cuore pulsante del festival sarà la Galleria “Quintino Sella”, un luogo simbolico e carico di memoria: ex rifugio antiaereo, oggi spazio di incontro e rinascita. Qui saranno esposte 65 opere d’arte realizzate con tecniche diverse, 40 delle quali in concorso per “Un mare di inclusione”, diretto artisticamente dal dottor Paolo Cozzani e valutato da una giuria composta da Thomas Diego Armonia, Pietro Bellani, Gloria Giuliano, Yoshin Ogata e Giuliano Tomaino.
Ogni pomeriggio la mostra sarà accompagnata da performance dal vivo, con artisti locali all’opera tra le gallerie e le vie del centro, in un percorso che fonde creatività e partecipazione. “È un luogo della memoria che non va dimenticato — ha sottolineato Cozzani — e proprio per questo abbiamo voluto riempirlo di vita, di colore e di speranza.”
Accanto alla mostra, ogni mattina il CAMeC ospiterà laboratori artistici e di ceramica condotti da The Spezziner e Officine Agapo, aperti alle scuole della provincia per far scoprire ai più giovani la forza espressiva dell’arte come linguaggio universale.
Novità assoluta di quest’anno è il Concorso Letterario “Onde di Parole”, ideato da Roberto Barichello e coordinato dall’avvocata Catia Cidale. Suddiviso in due sezioni — una a tema libero e una sull’inclusione — ha raccolto 112 autori da tutta Italia, per un totale di 139 opere, con 23 testi selezionati da una giuria presieduta da Beppe Mecconi e composta da Erika Pisacco, Marisa Vigo, Fabio Nardini, Gabriella Tartarini, Emanuela Cavallo, Chiara Tenca, Maria Casal, Cinzia Forma, Deborah Cianfanelli e Vanessa Isoppo.
“Il riscontro è stato straordinario,” ha raccontato Cidale. “Sono arrivati racconti di qualità e grande intensità emotiva, non solo dalla nostra provincia. Il giorno della premiazione si leggeranno brani capaci di emozionare profondamente, perché ogni storia racchiude una parte di noi. L’inclusione non è uniformità, ma la consapevolezza che la diversità ci unisce in un messaggio comune e globale.”
Durante la conferenza stampa di presentazione del festival, il sindaco Pierluigi Peracchini ha voluto sottolineare l’importanza di un progetto nato dal territorio e per il territorio: “Tramite i talenti e l’arte riusciamo a dare luce alle persone che, dopo tanta sofferenza, trovano nuovi modi per esprimersi. Come il rifugio Quintino Sella, simbolo di salvezza e di speranza, anche DISART rappresenta un luogo di rinascita, un segno di fiducia in un futuro migliore per chi vive la disabilità. Ringrazio tutte le associazioni e i volontari per questi otto giorni densi di significato e di messaggi per la città: La Spezia è una comunità che sa lavorare in sinergia.”
Roberto Barichello, presidente del comitato organizzatore, ha rimarcato il valore del volontariato e della partecipazione collettiva: “Mai come quest’anno dobbiamo ringraziare chi ha dato voce e forza a un’iniziativa nata dal basso, cresciuta con passione e seguita da sempre più persone. I numeri raccontano l’impegno e la dedizione di una città intera. DISART è un messaggio di civiltà e di umanità che vogliamo portare avanti con sempre maggiore energia.”
Il direttore artistico dott. Paolo Cozzani ha ripercorso la nascita del progetto di questa edizione: “Da marzo lavoriamo alla selezione delle opere e all’organizzazione del festival. Saranno circa settanta i lavori esposti, insieme a un video dedicato al tema della disabilità. Gli artisti — da Tomaino a Ogata, da Armonia a Gloria Giuliano — offriranno le loro opere ai vincitori del concorso, come gesto di solidarietà e condivisione. Il nostro intento è mantenere viva la memoria del luogo e trasformarla in un’esperienza di arte partecipata.”
Mauro Bornia, dell’associazione Vivere Insieme, ha ricordato come l’arte possa diventare non solo piacere, ma necessità: “Per molti, soprattutto per chi vive una disabilità, dipingere o scolpire è l’unico modo per esprimere ciò che si ha dentro. Queste forme diventano la loro stessa voce. Manifestazioni come DISART portano la disabilità nella sfera della cultura e dell’emancipazione. Come diceva Seneca, ‘non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare’: noi abbiamo una direzione chiara.”
La cerimonia di chiusura e premiazione delle opere artistiche e letterarie si terrà venerdì 28 novembre alle ore 16.00, presso la Sala Eventi della Fondazione Carispezia in via Chiodo 36, con la professoressa Gabriella Peroni come madrina d’eccezione. (Programma consultabile qui).
DISART 2025 non è solo un festival, ma una testimonianza di come l’arte possa donare valore alla diversità. Come ha ricordato Barichello, “abbiamo voluto creare un mare — inteso come vastità, apertura, possibilità — in cui ogni onda trasporta l’idea che l’inclusione non sia un’eccezione, ma un linguaggio”.







