Martedì 4 novembre, presso il PIN ai Giardini Pubblici della Spezia, il Propeller Club dei porti della Spezia e di Marina di Carrara ha ospitato un incontro dedicato al Polo Nazionale della Subacquea, con l’intervento dell’Ammiraglio Cristiano Nervi, Direttore del Polo, e della Senatrice Roberta Pinotti, Presidente della Fondazione, alla presenza di oltre cento partecipanti e Autorità civili e militari.
Il Polo rappresenta un format innovativo, mai sperimentato prima, che ha trovato alla Spezia la sua dimensione naturale. La missione è ambiziosa: sviluppare tecnologie nazionali per conoscere, controllare e difendere la dimensione subacquea, oggi cruciale per la sicurezza e l’autonomia tecnologica del Paese.
Come spiegato durante l’incontro, l’ambiente sottomarino è uno spazio estremo, dove radar e GPS non funzionano e le comunicazioni sono complesse. Eppure, sotto la superficie si trovano infrastrutture critiche che sostengono la nostra vita quotidiana: dorsali di comunicazione, condotte energetiche, cavi dati, oltre a immense risorse minerali e biologiche ancora in gran parte inesplorate. “Andare nello spazio è più facile che muoversi sott’acqua”, è stato ricordato, poiché solo il 27% dei fondali marini è oggi mappato.
Il Polo nasce quindi per proteggere il 99% dei flussi globali di comunicazione che passano dai cavi sottomarini e per salvaguardare i check points, i passaggi attraverso cui transita l’85% dei traffici marittimi mondiali. Per farlo, si punta su reti di sensori, sistemi di comando e controllo (C2) e veicoli multifunzione capaci di operare fino a 3.000 metri di profondità.
La Spezia, con la sua tradizione industriale e militare, è l’ambiente ideale per questa sfida; nel prossimo futuro sono previsti bandi per circa 180 milioni di euro, che offriranno ulteriori opportunità anche alle imprese del territorio, chiamate a contribuire con competenze e innovazione alla crescita di un ecosistema in forte sviluppo.
Il percorso del Polo segna una nuova stagione di progresso tecnologico e industriale per l’Italia, in cui La Spezia si conferma capitale della tecnologia del mare e laboratorio nazionale per l’innovazione subacquea: un luogo dove la ricerca si traduce in capacità operativa e la conoscenza diventa strumento di sicurezza e progresso.







