Scoperta il 3 gennaio 2025 dal Mount Lemmon Survey in Arizona, la cometa C/2025 A6 (Lemmon) è diventata una delle protagoniste astronomiche più sorprendenti dell’anno. Inizialmente classificata come un possibile asteroide, si è poi rivelata una cometa proveniente dalle gelide profondità della Nube di Oort, la regione remota che custodisce i resti della formazione del Sistema Solare.
Al momento della scoperta si trovava a oltre 4,5 unità astronomiche dal Sole, circa 670 milioni di chilometri, e appariva debolissima, con una magnitudine di 21,5. Nessuno immaginava che, pochi mesi dopo, sarebbe diventata visibile persino senza strumenti ottici.
Dopo il passaggio dietro al Sole nei mesi di giugno e luglio, la Lemmon è riemersa nel cielo del mattino molto più brillante del previsto. Da agosto in poi ha continuato ad aumentare di luminosità e oggi, 18 ottobre 2025, ha raggiunto una magnitudine di circa 5,0: è quindi osservabile con un semplice binocolo e, da cieli bui, anche a occhio nudo come una piccola macchia lattiginosa.
La cometa si trova attualmente nella costellazione dei Cani da Caccia, circa 15 gradi sotto il manico del Grande Carro e a soli 2 gradi dalla stella Cor Caroli. Dopo il tramonto, basta guardare verso ovest per tentare di scorgerla: una tenue coda si estende in direzione opposta al Sole, segno della sua crescente attività.
Il periodo migliore per l’osservazione sarà tra il 20 e il 25 ottobre, quando la Lemmon raggiungerà la minima distanza dalla Terra, circa 0,60 unità astronomiche (90 milioni di chilometri). In quei giorni potrebbe brillare fino alla magnitudine 3,5 o 4,4, rendendosi visibile anche a occhio nudo da luoghi non inquinati dalle luci artificiali. Durante la sera sarà visibile a circa 42 gradi di distanza dal Sole, quindi in una posizione favorevole per l’osservazione subito dopo il tramonto.
Il 21 ottobre segnerà il momento del massimo avvicinamento alla Terra, mentre il passaggio al perielio, cioè il punto più vicino al Sole, avverrà il prossimo 8 novembre a una distanza di 0,53 unità astronomiche (79 milioni di chilometri). Dopo quel momento, la cometa inizierà gradualmente ad allontanarsi, attraversando l’equatore celeste il 2 novembre e rendendosi visibile sempre più bassa sull’orizzonte occidentale.
Secondo gli astronomi, l’orbita della Lemmon ha una durata di circa 1.350 anni, ma dopo questo passaggio al perielio il periodo si ridurrà a circa 1.150 anni: ciò significa che nessuno dei nostri discendenti potrà rivederla. È quindi un’occasione unica per ammirare una viaggiatrice millenaria che, dopo più di un millennio trascorso ai confini del Sistema Solare, è tornata a farci visita per poche settimane.
(Foto di Alfonso Mancuso e Luigi Sannino)







