Si è svolta con grande interesse e partecipazione di pubblico la conferenza organizzata da EWMD La Spezia, network internazionale che ha come obiettivo la valorizzazione professionale e personale delle donne, dal titolo "Perché le donne si ammalano di più?", un laboratorio aperto a tutti che ha unito scienza, esperienza e consapevolezza sul delicato tema della salute femminile.
Durante l'incontro sono stati toccati punti fondamentali legati alla fisiologia, alla psiche e allo stile di vita delle donne. Il messaggio centrale è stato chiaro: la prevenzione non può limitarsi agli screening, ma deve includere una maggiore consapevolezza del funzionamento del proprio corpo e una seria attenzione alla gestione dello stress.
“Lo stress cronico e i livelli di infiammazione sistemica – sottolinea la dottoressa Laura Gadducci, terapista psico-somatica, che ha condotto il laboratorio – sono infatti tra le principali cause dell'aumento delle patologie femminili. Le donne, spesso esposte a carichi fisici, emotivi e relazionali elevati, devono imparare ad ascoltare i segnali del corpo, riconoscere il proprio limite e adottare pratiche che favoriscano l'equilibrio psico-fisico. Si è parlato anche del ruolo sempre più rilevante delle tecnologie al servizio del benessere e dell'importanza di una visione integrata della medicina, in cui discipline convenzionali e approcci complementari possano collaborare per una cura più completa e personalizzata”.
La conferenza ha voluto offrire strumenti concreti, ispirazioni e uno sguardo multidisciplinare che abbraccia medicina, biologia, neuroscienze, emozioni e nuove frontiere della salute, per accompagnare ogni donna verso un nuovo modo di prendersi cura di sé.
“Numerose donne e diversi uomini hanno partecipato con interesse – aggiunge Marina Magnani, presidente EWMD La Spezia – confermando l'importanza di affrontare il tema della salute di genere in modo condiviso e consapevole. Con questa iniziativa, EWMD (European Women's Management Development) rinnova il suo impegno nel promuovere cultura, equità e inclusione attraverso momenti di confronto aperto e costruttivo”.







