Che Palazzo Maggiani, primo edificio liberty della nostra città, fosse da sempre ammirato e fotografato per le sue decorazioni, sculture e fregi di grande pregio non è una novità. Ma ora pare che il suo fascino architettonico abbia conquistato anche una famiglia di gheppi — piccoli rapaci urbanizzati del genere Falco.
In un vaso dell’attico di proprietà dei condomini Gigi e Adriana, i due gheppi hanno costruito il loro nido d’amore, attualmente abitato da due piccoli “nidiacei”.
Il balcone è ormai diventato interamente loro, e sotto lo sguardo vigile della madre e con il costante foraggiamento del padre, i piccoli stanno crescendo a vista d’occhio.
Tutti i condomini hanno però vissuto momenti di apprensione a inizio settimana: uno dei due piccoli è infatti caduto dal nido. Sono subito iniziate le ricerche nella zona antistante, ma senza esito. Poi, finalmente, il lieto fine.
Dopo una nottata trascorsa su una fronda del vicino imponente albero, il piccolo gheppio è definitivamente caduto all’alba a causa del vento. Grazie al passaparola tra i condomini e alla prontezza dei dipendenti del bar e di un’operatrice ecologica — già informati della sua scomparsa — è stato ritrovato sul marciapiede e ricondotto al nido, tra la gioia dei genitori e degli umani.
Chissà cosa ne avrebbe pensato il grande artista e pittore Agretti, autore nei primi anni del Novecento dei decori del palazzo, in gran parte raffiguranti figure femminili, motivi vegetali e pavoni. Col senno di poi, forse avrebbe aggiunto anche qualche gheppio tra i suoi splendidi affreschi.
(Pier Giorgio Baudinelli)







